![]()
E’ Carmine De Blasio, coordinatore provinciale Area organizzativa Margherita, a spiegare le nuove soluzioni in termini di comunicazione, impegno, mobilitazione di uno sforzo elettorale esteso a tutti – candidati, portavoce, iscritti, rappresentanti provinciali e regionali – e che si protrarrà ancora per i prossimi 20-25 giorni, con appuntamenti capillari in tutti i comuni della provincia. Un lavoro distinto in più livelli: incontri territoriali diretti e rapidi alla stregua di capilista, candidati, riferimenti provinciali e regionali; ritrovi zonali anche all’insegna di manifestazioni di più ampio respiro, come nel caso di Lioni e ancora di Montoro Inferiore (in programma per domani alle 17) e Grottaminarda, (nel pomeriggio di domenica, sempre alle 17) alla presenza dei due capilista De Mita e Mancino; infine, momenti di confronto tematico-relazionale per affrontare problematiche precise. Spetterà alla città capoluogo, dopo la cerimonia di apertura (domani sarà la volta della capitale partenopea), fare da scenario anche per la manifestazione di chiusura e per tutta una serie di incontri a tema della Margherita. Mentre manca ancora la programmazione di appuntamenti a ‘doppia’ firma. Insomma, una campagna, quella del partito di via Tagliamento, che almeno per il momento punta particolarmente al Senato (“da lì si raccoglie consenso al partito e si innesca l’effetto trainante alla Camera”). E che intende “prendere spunto dalle piccole cose locali per proiettarsi nelle grandi questioni nazionali”.
E’ questo il messaggio di fondo sinteticamente espresso in mirate soluzioni grafiche e comunicative. Quella della circolarità è la dimensione prediletta: sfondo blu, e sfere rappresentanti simboli diversi che si inseguono secondo un preciso ordine. Una genesi che inizia dalla Margherita, segue l’Ulivo, e tutta una serie di dimensioni territoriali geograficamente rappresentate che passando per la Campania, il Mezzogiorno e l’Italia, portano all’intero globo. In sottofondo lo slogan: “Margherita: con intelligenza e passione”. (di Antonietta Miceli)