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La Libera Caccia, inoltre, da sempre si pone come sindacato dei cacciatori, i quali troppo spesso si vedono penalizzati da provvedimenti incerti e sempre più restrittivi. E’ quello che è accaduto l’anno scorso con il calendario venatorio, approvato come ormai di consuetudine in ritardo e modificato durante l’annata venatoria.
Il regolamento di caccia al cinghiale provinciale non è da meno, la libera caccia ha presentato già l’anno scorso una proposta di modifica, prima dell’approvazione dello stesso, legata a problematiche che il documento suscitava e che ad oggi persistono. Infatti anche quest’anno è stata protocollata, ormai oltre un mese fa, una nota con delle osservazioni volte ad apportare degli aggiustamenti visti anche i contrasti con le leggi di rango superiore. Si propone, tra le altre cose, di ridurre il numero minimo dei componenti delle squadre (attualmente di 30 rispetto ai 25 previsti precedentemente), aumentare la percentuale per l’approvazione delle delibere del comitato di gestione (almeno l’80% come previsto in origine), e di eliminare il contributo di 20 euro a cacciatore vista già la sostanziosa spesa a carico dello stesso. L’ANLC è già da tempo attenta all’esborso economico che i cacciatori devono sostenere e a maggior ragione vista la situazione di crisi economica nazionale offre polizze assicurative a partire da 50 euro con massimali minimi previsti dalla legge.