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Manovra, il Prc si mobilita per la manifestazione in città

Avellino – Nell’annunciare la propria adesione alle iniziative previste, dallo sciopero del 5, convocato dai sindacati di base, allo sciopero generale previsto dalla Cgil per il 12, il Prc propone una giornata di mobilitazione, “di controinformazione e di lotta” ad Avellino per domani sabato 5 Giugno a partire dalle ore 9.30.

“Le destre vanno fermate nel paese, ognuno deve sentirsi indignato e reagire contro questo governo reazionario, amico degli speculatori e delle lobby economico/finanziarie, che scientificamente produce un progressivo deserto sociale con l’obiettivo, di concretizzate il progetto piduista di sovvertire gradualmente le regole democratiche nel nostro paese, è in atto un vero e proprio attacco di classe dei potenti contro le fasce sociali medio/basse. La manovra economica appena proposta, è parte integrante del succitato disegno, aumenta le disuguaglianze, infatti, attraverso i tagli ai trasferimenti agli enti locali e alle Regioni diminuiranno le possibilità di fornire servizi a chi ne ha bisogno, avremo un’assistenza sanitaria di qualità dirottata verso le strutture private, quindi, accessibile solo pagando, e un’istruzione pubblica che rappresenterà il luogo della selezione, perché ad essa saranno destinati i figli delle masse popolari , da immettere in futuro nel sistema produttivo, come ingranaggi intercambiabili nella “catena di montaggio”, mentre i figli dei potenti, avranno l’adeguata istruzione per essere classe dirigente nel Paese”.

“La manovra avrà effetti depressivi, ed aggraverà la crisi, perché non risolve nessuno dei problemi che abbiamo, anzi li acuisce poiché colpisce direttamente i giovani, che secondo i dati ISTAT rappresentano il 30% dei disoccupati, i lavoratori, soprattutto pubblici, i pensionati, tutto ciò, in una situazione in cui il sistema produttivo è letteralmente fermo, migliaia di piccole e medie imprese rischiano quotidianamente il collasso economico, si avvia a scadere ogni forma di ammortizzatore sociale, dilaga un precariato senza speranza e, si prevede un vero è proprio massacro nella scuola pubblica con circa 40 mila posti in meno entro settembre. Intanto il governo cerca di togliere le rimanenti garanzie giuridiche a milioni di lavoratori, con il “Collegato al Lavoro”, attaccando l’art. 18, lo Statuto dei Lavoratori, il diritto di sciopero e proponendo l’arbitrato concentrato”.

“E’ necessario rifiutare questa logica,che accomuna tutti i governi europei: che con i sacrifici dei lavoratori, e delle fasce popolari si supera la crisi, noi viceversa pensiamo che i costi della crisi li debbano pagare chi l’ha provocata, per questo rivendichiamo una piattaforma alternativa che prevede: Il blocco immediato di tutti i licenziamenti e delle delocalizzazioni,con conseguente nazionalizzazione delle Aziende che nonostante i finanziamenti pubblici,licenziano i lavoratori,trasferendo la produzione in Paesi dove è possibile sfruttare mano d’opera a basso costo; La cancellazione del Collegato Lavoro,e di tutti i tagli nella scuola,nella sanità e nei servizi pubblici; la razionalizzazione della sanità pubblica andando a colpire le vere fonti di sperpero delle risorse: incarichi esterni,consulenze, taglio del plusvalore nei rimborsi alle case farmaceutiche e controllo degli appalti sulle forniture dei presidi medico chirurgici e delle attrezzature specialistiche,attacco del sistema di truffa che vige per la liquidazione delle prestazioni erogate “Drg”; Efficace, riduzione di tutti i privilegi per dirigenti d’azienda,parlamentari,manager, reinvestendo i soldi risparmiati per ricerca,innovazione tecnologica, formazione; Un piano di opere pubbliche di vera utilità sociale : messa in sicurezza del territorio,riqualificazione delle strutture pubbliche, recupero dei centri urbani; Tassazione progressiva dei grandi patrimoni e delle operazioni finanziarie; Tassazione della speculazione finanziaria; Lotta contro l’evasione fiscale; Riduzione delle spese militari e ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afganistan”.

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