![]()
Così, senza disporre della benché minima autorizzazione prevista dalla legge, un salernitano di 60 anni, P.O., residente a Manocalzati, aveva messo in piedi una vera e propria autofficina, completa di ponte, macchinari e attrezzatura per effettuare ogni lavoro meccanico. Proseguendo l’ispezione nei locali occupati dall’attività, i Carabinieri hanno poco dopo rinvenuto anche un deposito incontrollato di rifiuti: in uno dei locali, infatti, era stivato, in stato di abbandono e senza il rispetto di alcuna precauzione igienico-sanitaria, un elevato quantitativo di parti di automobili, batterie esauste, olio motore, filtri di ogni tipo, pneumatici e altri pezzi di autovettura.
Ma non solo, perché in mezzo a tutti quei rifiuti vi erano anche altri materiali, quali piccoli elettrodomestici, parti di computer e altro ancora. Alla vista di ciò, i militari dell’Arma hanno coinvolto nell’ispezione anche il personale ispettivo dell’Asl Avellino che ha fornito un indispensabile ausilio per la valutazione del rischio che quei rifiuti costituiscono per la salute e l’igiene dei luoghi.
Terminati i controlli, i militari operanti hanno inevitabilmente deferito in stato di libertà il gestore dell’autofficina fantasma per i reati di smaltimento illecito di rifiuti, occupazione abusiva e violazione delle norme igienico-sanitarie. I locali occupati dall’attività, la strumentazione e i macchinari installati sono tutti stati sottoposti a sequestro penale, insieme anche alla rilevante quantità di rifiuti ivi contenuti.
Ma il gestore dell’attività non è stato l’unico a finire nei guai perché, durante i controlli eseguiti dai Carabinieri di Atripalda sulle automobili ricoverate presso l’autofficina, è emerso che vi era anche un’automobile rubata. Si tratta di una Volvo il cui furto è stato denunciato nel marzo scorso ai Carabinieri di Avellino e che è stata trovata in possesso di un ucraino domiciliato a Manocalzati, T.A. classe 1968, immediatamente denunciato dai militari dell’Arma per il reato di ricettazione.