Manocalzati – Il giudice Natalia Ceccarelli ha emesso la sentenza di condanna per sei degli otto imputati del processo dell’incendio Irm di Manocalzati. Condannato, tra gli altri, ad un anno di reclusione, pena sospesa, l’ex commissario prefettizio Raffaele Sbrescia, insieme a Luigi Masi, Massimiliano Carullo, Giovanni Iannaccone, Giuseppe Pescatore. Tre anni di reclusione ad Emiliano Pescatore, oltre al pagamento delle spese processuali. Gli imputati sono stati condannati per incendio colposo, ma assolti dai capi di imputazione di autorizzazione di discarica abusiva e inquinamento ambientale. Sono stati, invece, assolti Francesco Tizzani e Mario Lupacchini. La vicenda, avvenne nel gennaio 2005, ed ha avuto con il tempo ripercussioni angoscianti. All’epoca dei fatti, qualcuno avanzò anche l’ipotesi di disastro ambientale. Nel capannone della Irm Pescatore andarono in cenere 7800 tonnellate di rifiuti solidi urbani.
Un incendio tanto vasto che le operazioni di spegnimento durarono dieci giorni e che costrinse molte famiglie a lasciare le proprie abitazioni. Le stesse famiglie che si sono costituite parte civile durante il processo. Il pm Tufano aveva chiesto condanne da due a sei mesi di reclusione. Secondo la Magistratura, nel deposito giacevano il doppio dei rifiuti consentiti. Dopo il rogo, la Provincia di Avellino condusse un attento monitoraggio ambientale che tracciò una situazione di inquinamento diffuso.
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