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Manocalzati – Per Maraia, l’Irm è un’azienda a rischio ambientale

L’assessore regionale all’Ambiente della Puglia, Nicola Losappio, ha chiesto al Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti, Corrado Catenacci, che “…il progetto relativo alla realizzazione della discarica in Contrada Ischia a Savignano Irpino, venga trasmesso all’Autorità di Bacino del Cervaro al fine di verificare la compatibilità con una zona dichiarata dalla stessa istituzione a rischio frane ed inquinamento del Cervaro”. Una richiesta che, come ricorda anche Giovanni Maraia di Rifondazione Comunista, è stata già avanzata nel mese di febbraio “…ma fino a questo momento non c’è stata alcuna risposta, nonostante, vi è un obbligo di Legge. Forse dobbiamo pensare al peggio? Forse Catenacci è fin troppo consapevole che il progetto per la realizzazione della discarica a Savignano per foss e sovvalli non riceverà mai il parere favorevole dell’Autorità di Bacino del Cervaro? Se ci fosse davvero il parere negativo sarebbe davvero un risultato che sconfesserà innanzitutto la Presidente dell’Ente Provincia, Alberta De Simone, lo stesso Catenacci e tutti coloro che non hanno fatto nulla per evitare la localizzazione a Contrada Ischia”. Intanto, torna d’attualità il “caso Irm” ed il piano di sgombero del capannone interessato dal devastante incendio del 22 gennaio scorso. Se da un lato con un’ordinanza la Provincia ha stabilito che “…il trasferimento dei rifiuti è interamente a carico della stessa Irm, provvedendo a proprie spese, anche allo spostamento del materiale verso il Cdr di Pianodardine”, Maraia chiede all’Arpac, all’Asl Av2 ed al sindaco di Manocalzati, di “…accertare se l’attività svolta dalla Irm rientra tra le attività industriali insalubri di prima classe perchè se così fosse, l’attività andrebbe delocalizzata in aperta campagna, lontano da abitazioni e da industrie”.

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