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Mangiastorie: un anno di eventi alla scoperta degli antichi borghi

“Prospettive del turismo enogastronomico in Campania”: è stato il tema del convegno che si è tenuto nella struttura di Città della Scienza in via Coroglio a Napoli. Al tavolo dei relatori c’erano i presidenti Ept delle Province di Avellino, Benevento e Caserta (Barile, D’Anna e Curari), Valeria Fascione, Direttore del Bic di Città della Scienza e il giornalista Luciano Pignataro. E’ stato ripercorso un anno di attività de il Mangiatorie: un progetto nato per animare e promuovere le aree interne della Campania attraverso l’organizzazione di eventi utili per l’elaborazione di pacchetti turistici e offerte per il tempo libero, aumentando i flussi turistici legati all’enogastronomia. Numerose le telefonate giunte all’info line che ha raccolto contatti da tutta Italia: dalla Campania alla Puglia, dal Lazio alla Sicilia, dal Piemonte alla Lombardia. Il sito web dedicato al Progetto (www.ilmangiastorie.it) e l’ambiente virtuale realizzato per rivivere on line gli itinerari ed i weekend vissuti in un anno di eventi, hanno incuriosito i visitatori, spingendoli a partecipare, almeno una volta, ad un weekend. Le navette del gusto, gli itinerari proposti alla scoperta delle tre Terre Campane, l’animazione gastronomica del “conviviarca” che ha raccontato il territorio presentando i prodotti tradizionali e le ricette tipiche locali, i convegni, le degustazioni, la mostra itinerante e lo spettacolo del Mangiastorie, hanno concorso al successo del progetto che, ad un mese dalla fine, ha fatto registrare dati positivi. E con il Mangiastorie hanno ricevuto il giusto plauso tutti quegli eventi storici che da anni rappresentano la tradizione di un territorio. Ricordiamo, per l’Irpinia, le “Feste medievali” di Rocca San Felice, “Canalarte” per Serino e “Lusinghe e Tormenti” di Gesualdo; per il Casertano, è giusto menzionare le “Feste Medievali” di Vairano Patenora, la “Sagra dell’Uva” di Galluccio e la “Festa del Pallagrello e dell’Oliva Caiazzana” di Castel Campagnano; infine, per il Sannio, vanno ricordati “L’Infiorata” di Cusano Mutri e la “Festa dell’Uva” di Solopaca. Ma non dimentichiamo gli eventi integrazione che, nonostante non hanno previsto la presenza delle navette, hanno comunque attirato visitatori da diverse zone dell’Italia. I numeri del Mangiatorie: 26 week-end del gusto, 20 Grandi Eventi ed oltre 40 itinerari diversi costruiti ad hoc per ciascun territorio visitato. La serata si è conclusa, dopo l’animazione enogastronomica del Conviviarca Luigi Zotti, con una cena-spettacolo “I sapori del Mangiastorie” – un viaggio alla scoperta dei sapori con ricette presentate e realizzate dai migliori chef dell’Irpinia, del Sannio e del Casertano. Per l’Irpinia plauso a Giovanni Mariconda di Taberna Vulgi in rappresentanza de I Mesali che ha preparato lagane con amatriciana di asparagi di Caposele e pan-pisto con confettura di albicocca e cioccolato fondente. A tavola il pane di san Michele di Serino e Montecalvo e i vini Irpinia Doc- Coda di Volpe (Vadiaperti) e Taurasi Docg dei F.lli Urciuolo.

Barile, Ept
A consuntivo, i risultati sul versante della risonanza sono stati davvero eccellenti e questo confrontandoli in una doppia chiave di lettura, che integri nella maniera più estensiva il concetto di “promozione”. Mi riferisco al primo grande obiettivo raggiunto, identificabile nella riscoperta della propria “identità territoriale” da parte della popolazione “autoctona”.

Fascione, Bic
Dopo circa un anno di eventi possiamo dire, con l’ausilio dei dati, che Il Mangiastorie è stata un’esperienza di successo, che ha riportato l’attenzione sulla ricchezza e la varietà delle produzioni gastronomiche campane, associando il piacere della tavola alla scoperta del territorio.

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