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Mancino a Perugia per i 60 anni della Repubblica

“Mi auguro che l’inizio di questa legislatura, che, dopo, una campagna elettorale particolarmente aspra, sembra trovare accenti di responsabilità e di dialogo tra i principali schieramenti parlamentari, sappia ripristinare tra i partiti un clima che, sui temi della Costituzione, si avvicini a quello della Costituente”. E’ l’augurio del vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino rilasciato in occasione del 60esimo anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana. Mancino ha partecipato a Perugia alla cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso per le ultime classi della scuola secondaria superiore, organizzato dal Consiglio regionale dell’Umbria e dall’Ufficio scolastico regionale. Nel suo intervento ha rievocato lo “spirito costituente” che sessanta anni fa rese possibile la stesura “di un testo di principi e di garanzie validi per tutti e per tutte le epoche. “Allora – secondo Mancino – fu compiuta la scelta giusta. Anche perchè era ancora fresco il ricordo dell’autoritarismo del periodo fascista: fu scelto il sistema di rappresentanza parlamentare; la nostra è una Repubblica parlamentare e tale è rimasta, nonostante le non poche alterazioni che il sistema ha subito, non in seguito ad una riforma della Costituzione ma attraverso il ritocco della legge elettorale, che ha portato al bipolarismo, prima, e, dopo le ultime elezioni, al quasi bipartitismo, oggi”. Ma il sistema ha subìto una duplice alterazione: “Inizialmente il Parlamento rendeva precari i governi. Dal 1994 in poi i governi hanno reso precario il ruolo della rappresentanza parlamentare”. In questa situazione “le forze politiche dovrebbero riprendere in mano un progetto costituzionale in grado di realizzare un bilanciamento fra la necessità di avere un Governo stabile e un Parlamento rappresentativo; altrimenti si registrerebbe la prevalenza di uno degli organi costituzionali, che può essere una volta il Governo, una volta il Parlamento, ma mai insieme Governo e Parlamento per realizzare programmi presentati al giudizio del corpo elettorale ed approvati puntualmente dal Parlamento”.

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