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Un accordo, stipulato all’inizio di maggio, aveva garantito ai dipendenti il pagamento degli stipendi entro il 23 giugno ed il pagamento degli arretrati da distribuire in due tranche: il 50 per cento il 30 giugno e la restante metà il 30 luglio. Ma non tutto è andato come previsto. Lunedì, infatti, è stato affisso in bacheca un avviso in cui i vertici aziendali comunicavano l’impossibilità di adempiere i pagamenti a causa di “problemi burocratici”.
“Abbiamo raggiunto punte drammatiche – ha spiegato Rullo, rappresentante Rsu – Solo ieri abbiamo dovuto fare una colletta per un collega che, con moglie e due figli piccoli, non aveva la possibilità neanche di comprare il pane. Stesso discorso per un altro collaboratore su cui pende un avviso di sfratto”. Problemi di tutti i giorni, quelli di chi non riesce ad arrivare a fine mese e rispetto ai quali spesso cala il silenzio. Come se il non ‘vedere’ potesse effettivamente eliminare la drammaticità di situazioni che quotidianamente affliggono migliaia di persone. “Avremmo voluto – ha continuato Rullo – discutere della situazione nel corso di un incontro. Ma gli animi sono talmente tesi che abbiamo preferito rimandare e scioperare”. La Sud Irpinia, indotto della Ocevi Sud, lavora da questa mattina con soli 4 operai mentre i restanti continuano a presidiare i cancelli in attesa di qualche risposta. “I 40 contratti a tempo indeterminato sono stati tramutati in contratti a tempo determinato e come se non bastasse si corre anche il rischio di licenziamenti. In passato la Ocevi Sud ci ha mostrato il proprio sostegno. Attualmente neanche l’azienda madre è intervenuta ma lo sciopero andrà avanti fino a quando non riusciremo ad ottenere chiarimenti”.