Maltrattamenti in famiglia: denunciato un marito violento

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Tragedia sfiorata nei giorni scorsi in un paesino dell’Alta Irpinia, dove a seguito di richiesta di intervento per un violento litigio in atto, i Carabinieri della Compagnia di Montella, già in servizio esterno per le attività di controllo del territorio predisposte dal Comando Provinciale di Avellino, si portavano sul posto dove trovavano una donna esanime in evidente stato di shock che asseriva di essere stata vittima di un’aggressione senza specificarne l’autore. I Carabinieri provvedevano immediatamente a soccorrere la donna contusa che veniva portata presso il più vicino ospedale per le cure necessarie e dove veniva giudicata dai sanitari guaribile in 15 giorni a causa delle lesioni patite e delle numerose ecchimosi. Alla luce delle risultanze investigative acquisite dai Carabinieri e dalle testimonianze raccolte, si accertava che l’autore dei maltrattamenti era il marito, un pregiudicato del luogo che, probabilmente non rassegnandosi all’allontanamento impostogli dalla compagna stanca delle numerose e reiterate violenze subite in passato, si era prepotentemente presentato presso la sua abitazione, probabilmente ubriaco e durante un’accesa discussione l’aveva prima afferrata violentemente minacciandola di morte con un coltello puntato all’addome e poi picchiata. L’uomo, poi, in preda alla rabbia prima di darsi alla fuga metteva a soqquadro l’abitazione e danneggiava anche un’auto in transito nei paraggi. Accertata la dinamica dei fatti i Carabinieri attivavano immediatamente le ricerche del pregiudicato che si era tempestivamente allontanato pensando di non essere rintracciato, quindi i militari si recavano presso la sua abitazione dove, a seguito di perquisizione, venivano rinvenuti inconfutabili elementi di prova a carico dello stesso, in particolare il coltello a serramanico usato per l’aggressione poche ore prima e posto immediatamente sotto sequestro. I Carabinieri, pertanto, dopo aver accompagnato il pregiudicato in Caserma per il riconoscimento da parte della vittima, lo denunciavano in stato di libertà per minacce aggravate, lesioni personali aggravate, ingiurie e danneggiamento aggravato, diffidandolo dal reiterare tali aggressioni, mentre venivano attivati i servizi sociali per il necessario supporto alla donna e, soprattutto, ai figli di cui uno minorenne.

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