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“Dai dati dell’ultima erogazione del 1° semestre 2011 della Cassa Edile di Avellino, che fanno registrare un ulteriore calo del Montesalari di circa il 15%, è un crescendo negativo che viene fuori dall’ultimo quadriennio (2008/2012 ) – sottolinea Mennato Magnolia della Filc Cisl di Avellino – ciò denota come la provincia di Avellino soffra il blocco della spesa nelle costruzioni. Sono ormai quattro anni che si registra una riduzione costante degli addetti e la mancanza di cantieri di una certa dimensione, che ha aggravato sempre di più la situazione del settore con la crescita sempre più consistente dei disoccupati. Per i lavoratori edili, che hanno consumato anche i limitati ammortizzatori di settore, la situazione è ancora più drammatica. Sono ben oltre i 5000 i disoccupati dell’edilizia, che aggiunti alle fabbriche dei materiali da costruzione (Ilas di S. Martino V.C.e la Prefab.i- in Cigs a zero ore, ed altre, con la sola eccezione della Novolegno che utilizza la Cigs a fasi alterne e qualche industria dell’Alta Irpinia) concorrono drammaticamente alla realtà provinciale, dove ormai si registrano complessivamente oltre 82.000 disoccupati. In questo contesto negativo, dagli ultimi dati della Cassa Edile si evidenzia una conferma organizzativa della categoria dell’edilizia della Cisl di Avellino, che mantiene il primato di prima Organizzazione con circa il 55% dei lavoratori sindacalizzati, sicuramente perché interpreta e rappresenta meglio i bisogni e le aspettative dei lavoratori. Il 21 settembre 2012 il convegno della Cisl in Avellino con la partecipazione dei livelli istituzionali (provinciali e regionali), in maniera precisa e meticolosa ha voluto fare il punto sull’economia e lo stato di salute dell’Irpinia, alla luce dei primi impegni intrapresi, renderli concreti, in una logica di rilancio di tutto il Patto per l’Irpinia più complessivamente. Questo è stato il discorso in uno più vasto per un riassetto delle province secondo una logica di migliore e più adeguata offerta dei servizi rispetto alla geografia dei bisogni. Infatti è emerso in maniera preponderante il ritardo infrastrutturale, viario e immateriale legato alla comunicazione telematica veloce, il ritardo sulla cantierizzazione delle opere pubbliche pur definite nel loro iter amministrativo, insieme alle difficoltà per molte imprese di mantenere i livelli occupazionali e produttivi. La galleria Pavoncelli, che finalmente si sta avviando il cantiere, il Tunnel del Comune di Avellino, il completamento della Lioni Grottaminarda, l’asse viario Paolisi-Pianodardine, il raddoppio dell’asse viario AV-SA, la manutenzione idrogeologica del territorio, l’edilizia scolastica, insieme alla programmazione della spesa pubblica, sono tutti interventi che oltrepassano l’esigenza strettamente locale, ma attrattori per ulteriore sviluppo.
Il convegno della Cisl Irpina ha posto l’accento sull’utilità delle cabine di regia, dei protocolli d’intesa e dei tavoli di programmazione, solo se segue la concretizzazione del lavoro e dei lavori a partire dall’avvio dei cantieri appaltati. In questo senso, dal nostro report, risultano un miliardo di euro le opere di cui il territorio Irpino è coinvolto e che se partissero, anche gradualmente, potrebbero determinare una svolta per una nuova stagione del settore e dell’intera provincia. Insieme va rilanciata l’attività dell’Osservatorio sulle opere pubbliche istituito in Prefettura (che tra l’altro è già convocato per domani 12 ottobre), quale strumento di controllo, di prevenzione degli illeciti sul lavoro e sugli appalti, contro le infiltrazioni malavitose.
Infine, la Filca Cisl vuole sensibilizzare le amministrazioni ai vari livelli che hanno assunto impegni di spesa, per opere rientranti nella programmazione corrente e triennale, sia con i fondi propri che con i fondi regionali, nazionali o europei, ad un impegno straordinario finalizzato all’accelerazione per l’apertura dei cantieri”, conclude la nota di Magnolia.