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Ricco e variegato il carnet: due concerti e uno spettacolo teatrale faranno ‘da spalla’ alle visite guidate, fissate per tutti i sabati e le domeniche. Il primo concerto, sabato 16 maggio, alle 19:00, si terrà nella preziosa cornice del Salone degli Arazzi. Ospite d’onore, il Quartetto “Aquila Regalis”che si esibirà in musiche di Mozart e Britten. Il secondo e ultimo appuntamento con la musica classica è per domenica 31 maggio alle ore 19:00: sempre presso il Salone degli Arazzi sarà la volta del “Collegium Philarmonicum”, diretto dal Maestro Gennaro Cappabianca, contralto Daniela del Monaco e musiche di Scarlatti, Pergolesi, Elgar, Bartók. “Un’importante scelta- ha affermato il Maestro Antonella De Vinco, Direttore Artistico della manifestazione – quella ricaduta sugli abruzzesi “Aquila Regalis” e “Collegium Philarmonicum”, perché testimonia la nostra vicinanza alle popolazioni abruzzesi. Questi musicisti sono stati gravemente danneggiati dall’evento sismico: non hanno più una sala di prove, e alcuni di loro neanche una casa, oltre ad aver perso tutti i propri strumenti tra le macerie”.
I due concerti avranno come intermezzo lo spettacolo teatrale “Un uomo attraverso la storia”, diretto dal regista Umberto Valentino. Sabato 23 maggio alle ore 19:00, attraverso la sapiente e ‘atipica’ regia di Valentino, sarà possibile ripercorrere la vita di Ramiro Marcone, il più longevo Abate di Loreto, che nel corso del suo abbaziato, dal 1918 al 1954, diede un forte impulso alla vita della Comunità Benedettina.
Entusiasta, Tommaso Saccardo, che ha sottolineato come sia necessario garantire la più ampia valorizzazione possibile a luoghi ricchi di pregnanza storica. Il progetto “I Tesori del Loreto di Montevergine” è stato finanziato dalla Regione Campania nell’ambito della IX edizione del Maggio dei Monumenti. Fondamentale, per la riuscita e la realizzazione del cronogramma, la collaborazione tra l’Amministrazione di Mercogliano, l’Ept, la Biblioteca Statale e la Comunità Benedettina di Montevergine che hanno saputo dimostrare come “Stato” e “Chiesa” possano trovare un “pacifico e disinteressato” punto d’incontro nella cultura. (di Oderica Lusi)