Napoli – Mafia e camorra collaboravano per il controllo del settore ortofrutticolo. All’alba, la Dia di Roma e la squadra mobile di Caserta hanno arrestato 68 persone appartenenti ai vertici del clan dei Casalesi, gruppo Schiavone, dei Mallardo di Giugliano, dei Licciardi di Secondigliano e della cosca mafiosa dei Santapaola-Ercolano di Catania. In manette anche Paolo Schiavone, 27 anni, nipote di Francesco “Sandokan”, fermato in ‘crociera’ dagli agenti mentre era di ritorno dalla luna di miele.
Grazie alle alleanze con altri clan della Campania, della Calabria e della Sicilia, ha chiarito il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, i casalesi hanno ottenuto il monopolio del trasporto dei prodotti ortofrutticoli in gran parte d’Italia.
Ne conseguono quelle che il procuratore nazionale ha definito “cose impensabili”: per esempio, per essere impacchettate, le fragole vengono inviate da Vittoria, in Sicilia, a Fondi nel basso Lazio; da lì vengono poi distribuite in tutto il Sud Italia e a Milano: le conseguenze sui prezzi sono enormi.
Grasso ha anche messo in rilievo l’arresto di alcuni imprenditori siciliani tra cui Antonio e Massimo Sfraga, legati al boss latitante Matteo Messina Denaro, e Giuseppe e Vincenzo Ercolano, imparentati con la famiglia Santapaola. Grazie ai legami con loro, i casalesi riuscivano a controllare rispettivamente i mercati ortofrutticoli della Sicilia Occidentale e di quella Orientale.
Le indagini, coordinate dai pm Cesare Sirignano, Francesco Curcio e Ivana Fulco, si sono avvalse anche della collaborazione di due collaboratori di giustizia: Felice Graziano, capo dell’omonimo clan di Quindici e di Carmine Barbieri, già ‘uomo d’onore’ della famiglia Madonia di Gela e definito dagli investigatori di ‘elevatissimo spessore’.
