Mafia Capitale, anche ex poliziotto irpino citato nell’ordinanza

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Una rete di agenti e militari “infedeli” garantiva informazioni alla ‘Mafia Capitale’. Si sta vagliando anche la posizione di un poliziotto, da tre anni in pensione,  Salvatore Nitti originario di Gesualdo. Nel 1995 fu anche insignito di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.<>
Legami tra “il cecato” Carminati, la cupola romana e appartenenti alle Forze dell’Ordine e anche ad agenti dei servizi segreti. È uno degli aspetti più inquietanti delle complesse vicende che riguardano la nuova cupola romana svelata nelle pagine della copiosa ordinanza di custodia cautelare emessa a carico dell’ex bandito della Magliana ed ex Nar Massimo Carminati e dei suoi complici che si dividevano, come si è visto, in due specie: quelli che costituivano il braccio armato e i colletti bianchi, incaricati di intessere relazioni nei palazzi del potere. Anche questa caratteristica accomuna la nuova mafia capitolina con la storica banda della Magliana, che proprio grazie alla connivenza di pezzi delle istituzioni riuscì a garantirsi per vent’anni sopravvivenza e impunità.
Tra i poliziotti ritenuti infedeli, secondo le indagini, c’è l’irpino Salvatore Nitti, detto Salvatore La Guardia, un tempo in servizio al commissariato Ponte Milvio della Capitale. Carminati e i suoi lo utilizzavano soprattutto per aggirare ostacoli burocratici per il rilascio dei passaporti.<>
Gli inquirenti della Procura di Roma sono convinti di questo in base agli accertamenti emersi grazie all’inchiesta che ha portato all’arresto di 37 persone. Sono molti gli agenti o ex militari citati nell’ordinanza di custodia del gip Flavia Costantini. “Sono oggetto di indagine, ma non vuol dire che sono indagati”, si spiega a piazzale Clodio.

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