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Proprio questa mattina si è tenuta la conferenza stampa della Rete per la Candelora in cui sono stati illustrati gli appuntamenti in calendario e sono stati raccontati gli intenti che animano questa edizione del Candelora Day. E proprio in quella sede si era ribadito lo spirito di accoglienza, accettazione e non belligeranza che porta gli attori del movimento al Santuario. “Montevergine e l’irpina possono essere identificati come un volano di trasformazione – ha dichirato Carlo Cremona alla conferenza stampa che si è tenuta a In Campus di Via Mezzocannone a Napoli – Noi siamo sempre saliti da laici, perché a noi interessava la piazza, quella piazza in cui in anticipo rispetto al Pride Nazionale a Napoli si potesse essere se stessi alla luce del sole.
A Montevergine c’era un patto di non belligeranza che in passato era riferito solo ai femminielli, una figura che un tempo aveva questa rappresentazione bucolica di ibrido, e che perché unione di due sessi era in qualche modo asessuato, e quindi veniva accettato nelle case per aiutare le donne. Quel femminiello oggi non esiste più ed ha lasciato il posto ad una questione più problematica che è quella dell’identità di genere, ovvero uomini e donne che riconoscono, e vogliono venga riconosciuto, il mancato allineamento tra identità di genere ed aspetto biologico”.