
Dodici anni, dodici Candelore e altrettante jute a Montevergine, nella convinzione che l’occasione offerta da questa particolarissima tradizione sia un’opportunità da non perdere per parlare di amore, di libertà, di giustizia sociale. Una sala gremita di studenti e docenti, un silenzio che fa trasparire emozione ed eccitazione, i volti rapiti dalle parole di Vladimir Luxuria, icona del movimento lgbt e autrice del libro “L’Italia migliore”. «Una bellissima mattinata, in compagnia di giovani studenti e studentesse desiderosi di ascoltare, di sorridere, di imparare a confrontarsi con la bellezza». Vladimir è entusiasta e, come lei, i docenti e la preside Siciliano che fortemente ha voluto questo momento di incontro e di scambio reciproco.«I nostri giovani hanno bisogno di valori -afferma la preside- per questo ho voluto che Vladimir fosse presente oggi nella nostra scuola, perché il nostro compito educativo non si esaurisce nei programmi ministeriali». Intensissima la giornata della Rete per la Candelora LGBT. Dopo l’appuntamento mattutino, infatti, è stato presentato al caffè letterario il volume “Genere: femminielli. Esplorazioni antropologiche e psicologiche” a cura di Eugenio Zito e Paolo Valerio. «Un importante pubblicazione -ha affermato l’antropologa Marzia Mauriello- di cui avevamo un grande bisogno, un testo il cui valore va oltre lo stretto raggio d’azione degli addetti ai lavori, siano essi antropologi, psicologi, sociologi. Attraverso il racconto della diversità, i saggi raccolti nel volume curato da Zito e Valerio, decostruiscono la nozione stessa di persona così come la intendiamo in Occidente e mostrano quanto il genere -in linea con il pensiero della filosofa Judith Butler- sia un costrutto sociale tutt’altro che statico, in una parola, performativo». «È un piacere tornare ad Avellino a presentare questo lavoro al quale abbiamo a lungo lavorato». A parlare è Paolo Valerio, ordinario di Psicologia Clinica e Psicoanalisi applicata dell’Università degli studi Federico II. «Abbiamo voluto raccogliere contributi di studiosi italiani e stranieri, facendo conoscere anche in Italia riflessioni che all’estero osservano i fenomeni della cultura partenopea in una prospettiva antropologica. Parlare oggi di questi fenomeni è estremamente importante e ci consente di lasciare una memoria su fatti e figure che, altrimenti, rischierebbero di non sopravvivere. Un patrimonio di esperienze e vissuti da non perdere, su cui da anni ormai gli studiosi si interrogano da differenti punti di vista, valorizzando la pluralità di voci che, ad oggi, sembrerebbero tendere all’estinzione». Presenti in sala numerosi esponenti del mondo lgbt campano e nazionale, dalle attiviste di ATN-Associazione Trans Napoli, ai giovani di Arcigay di Napoli e Salerno. In serata, La Mezcla Cafè, ha infine ospitato lo spettacolo di trasformismo “I mille volti di Laura Matrone” ed è la performer stessa a raccontare il senso della sua esibizione. «Trasformarmi, per me, è un arte, un modo di impersonificare, più che imitare, identità diverse mettendo in scena la capacità di mutare, di essere uno e tanti, perché tante sono le esperienze che forgiano la personalità di ciascuno di noi».