
Fabrizio Lucchesi e l’Us Avellino si lasciano, il divorzio che era nell’aria dopo l’allontanamento del tecnico Guido Carboni, nelle scorse ore è stato suggellato, adesso si attende soltanto la comunicazione ufficiale da parte della società. L’uomo mercato dei biancoverdi, colui che doveva rappresentare il fiore all’occhiello del lupo formato B se ne torna in Toscana. Una esperienza quasi fallimentare quella del D.G. dal passato illustre, di colui che negli anni scorsi ha lavorato con la Roma e con la Fiorentina, ma che non è riuscito nonostante i buoni rapporti con le due società a portare un solo calciatore dai capitolini o dai viola. Ha dimostrato di trovare difficoltà anche per … un portafoglio ristretto. Se i lupi in questo momento si ritrovano in una situazione così delicata la maggiore parte delle responsabilità sono sue. Un mosaico assemblato male all’inizio e migliorato leggermente nel mercato di riparazione. Una rosa monca, che con qualche scelta diversa, tipo la riconferma di Biancolino, avrebbe avuto un rendimento migliore. Una squadra di qualità, ma con delle grandi carenze, soprattutto caratteriali dovute per lo più alla giovane età di quasi tutti i componenti dell’organico. Tanti errori, su tutti la partenza del Pitone non sostituito da un altro leader e il mancato arrivo di una alternativa ad Anastasi nella finestra invernale. Finalmente non si sentirà più dire: “Abbiamo perso con una squadra superiore a noi, e… non è reato dirlo”. Una frase che ha irritato non poco il popolo irpino, una ‘filastrocca’ ripetuta fino alla nausea a prescindere dall’avversario che fosse il Chievo o l’Ascoli. Contro i lupi ogni squadra diveniva il Real, il Manchester, il Milan. Insomma, tutti più forti dei biancoverdi: se è così, il gruppo biancoverde con chi doveva fare punti? Ora è inutile guardarsi alle spalle e continuare a pensare al passato, bisogna voltare pagina: incitare, stare vicini a questi ragazzi. Stringersi attorno ad una squadra che per conservare la serie B ha bisogno di tutti. Le polemiche fino alla fine del torneo devono essere assolutamente messe da parte. Ci vogliono soltanto cori e applausi per l’undici di Calori, che ha tutti i mezzi per riuscire a conservare la cadetteria. Un campionato di seconda serie mediocre, dove l’Avellino di sicuro non è l’anello debole della catena. Tutti insieme per difendere un patrimonio dell’intera Provincia.
(di Sabino Giannattasio)