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BRESCIA (3-5-2): Arcari; Buonaccorsi Stankevicius Berardi; Rispoli Szetela (74’ Sarno sv) Vass (49’ Ciasca) Martina Rini Scaglia; De Zerbi (67’ Fofana) Feczesin. A disp.: Viotti, Zambrella, Taddei, Rossinetti. All.: Cosmi.
ARBITRO: Marelli di Como.
Guardalinee: De Santis e Luciani.
Quarto uomo: Citro.
MARCATORI: 4’ Rispoli (B), 7’ Pellicori (A, rig.)
ESPULSO: 94’ Anastasi (A) per somma di ammonizioni.
AMMONITI: 51’ Ciasca (B), 57 Pellicori (A). NOTE: paganti 295 per un incasso di 3.062,00 €; (abbonati 980 per un rateo di 9.727,93 €). Angoli 11-2 per il Brescia.
Rec.: 2’ pt; 3’ + 3’st.
Ultimo giro, ultima corsa al Partenio, di una stagione da brividi, di quello che è stato sicuramente il più brutto campionato della storia biancoverde. Un torneo in cui per salvarsi sarebbe bastato poco, purtroppo nei momenti decisivi questa squadra ha dimostrato di non reggere le pressioni, di non avere i giusti attributi per affrontare un campionato lungo e difficile come quello cadetto. Eloquente in merito lo striscione esposto in Curva Sud: “Grazie ragazze”. In poche parole racchiusa la rabbia dei circa 300 tifosi presenti nello storico cuore del tifo irpino. Tanti cori contro la società, contro i calciatori, che salvo pochi, non hanno mostrato, grinta, carattere e orgoglio. Il più beccato Pantanelli, autore dell’ennesima prestazione sconcertante della stagione. Il trainer aretino si affida al 4-4-2 con Pantanelli in porta. Difesa da destra verso sinistra composta da Carbone, Cherubin, Mengoni e De Angelis. In mediana Tombesi e Nardini sugli esterni ed il duo Di Cecco e Anastasi in mezzo. In avanti Pellicori-Kenesei. Al 3’ angolo di De Zerbi, Mengoni sfiora l’autogoal. Un minuto dopo Rispoli porta il Brescia in vantaggio con un tiro dai 30 metri che passa sotto le gambe di Pantanelli. Al 7’ cross di Nardini dalla destra, fallo di mano in area, Pellicori spiazza il portiere avversario. Al 10’ Kenesei dai 20 metri calcia a girare, la sfera di poco sull’incrocio. Due minuti dopo tiro di De Zerbi, blocca Pantanelli Al 15’ tiro dalla distanza di Martina Rini, palla deviata in angolo. Al 22’ De Zerbi di testa, Di Cecco salva sulla linea. Al 61’ traversa dei lombardi su calcio di punizione con l’ex De Zerbi. Al 65’ Nardini solo davanti ad Arcari, spara la palla addosso al portiere avversario. Calori fa esordire i baby Campanella, Forani e De Marco che riscuote numerosi applausi. Nel finale espulso Anastasi per doppia ammonizione. Finisce qui il disastro irpino, un campionato in cui tanti sono i colpevoli. Ma chi più di tutti è stato autore di questo scempio calcistico è Fabrizio Lucchesi, l’esperto giunto da avventure importanti con Fiorentina e Roma ha smantellato il gruppo vittorioso dello scorso anno, assemblando una squadra con gli esuberi e le esclusioni ‘eccellenti’ di altri. Ma il dilemma più grande resterà sempre legato alla miriade di direttori, consulenti che hanno gravitato intorno alla società: Fabrizio Benassi, Claudio Crespini, Lorenzo Scarafoni, tante teste per assemblare una formazione senza identità. Si salvano veramente in pochi: Pellicori, Di Cecco, Gragnaniello, Sirignano, De Angelis, Porcari, gli unici ad aver capito nonostante i limiti, nonostante per alcuni ci sia poca esperienza, il vero valore della maglia dell’Avellino. Cala il sipario sulla stagione del record, quello dei quattro allenatori: Vavassori, Sarri, Carboni e Calori. Due che hanno salutato la nave ancora prima di iniziare, vista la ‘grande organizzazione’. Adesso, bisogna ricominciare, si dovrà rifondare tutto. Pugliese secondo indiscrezioni vorrebbe restare ed a confermare la volontà del patron di continuare alla guida del sodalizio di Contrada Archi c’è il fatto che avrebbe richiamato Moretti e Biancolino. Giocatori cacciati via senza troppe remore dopo aver scritto pagine importanti di questa società. Allo stadio presente Antonio Sibilia, ritornato a seguire il suo grande amore. Nel futuro dei lupi potrebbe esserci anche un ritorno al passato. Non ci resta che attendere e capire cosa accadrà a bocce ferme.
CURIOSITA’: A metà della seconda frazione di gioco un cane ha invaso il campo, al termine del tempo si è attivato un idrante che ha prolungato i minuti di recupero.(di Sabino Giannattasio)