Lupi: che stangata. Stadio chiuso, si complica la rincorsa alla B

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E’ ora di finirla. Adesso basta. Le sensazioni, le paure e le numerose denunce del sodalizio biancoverde su arbitraggi ‘discutibili’sono più che legittime. Per i lupi, dopo il danno anche la beffa. Il pareggio a tempo abbondantemente scaduto contro la Ternana ha ‘lasciato’ i segni. Biancolino e compagni stanno ancora leccandosi le ferite per un risultato che ha sicuramente ferito i lupi, che non hanno potuto godersi la vetta della classifica e che adesso si ritrovano a dover pagare in maniera esagerata le eccessive proteste (secondo quanto riportato dall’arbitro) al termine dell’incontro. Il campionato è agli sgoccioli, l’Avellino lotta per il primato, ma continuerà la propria corsa, almeno per quanto concerne le sfide interne ad armi ‘impari’. I lupi nella propria tana, al Partenio, nelle restanti due gare non potranno contare sull’apporto del proprio pubblico. Sui tifosi che da sempre tra le mura amiche rappresentano il dodicesimo uomo in campo. Il referto arbitrale compilato dal signor Lioce di Molfetta narra: “Che al termine della gara, dopo un fitto lancio da parte dei tifosi locali di bottiglie d’acqua piene e semipiene, senza conseguenze, rientrando negli spogliatoi la terna arbitrale veniva circondata da numerosi dirigenti della società Avellino, i cui nominativi vengono riportati in dispositivo, e da altre persone non identificate, ma riconducibili alla stessa, che con atteggiamento platealmente minaccioso dopo aver ripetutamente insultato i componenti della terna arbitrale, tentavano di aggredirli impediti soltanto dall’intervento delle forze dell’ordine; che pur protetti dalle forze dell’ordine l’arbitro veniva colpito al gluteo ed al polpaccio da due calci ed un assistente arbitrale veniva afferrato per un braccio e violentemente spintonato contro la porta dello spogliatoio; che l’atteggiamento offensivo e minaccioso veniva assunto dagli stessi soggetti anche, nei confronti del Commissario di Campo e del Collaboratore dell’Ufficio Indagini che venivano ripetutamente insultati e minacciati; che l’allenatore dell’Avellino, Giuseppe Galderisi, dopo aver preso attiva parte agli episodi innanzi descritti una volta che l’arbitro era rientrato nel suo spogliatoio ne apriva la porta e continuando ad insultarlo scagliava contro lo stesso il suo orologio da polso, senza colpirlo; che anche i calciatori della società Ternana, al rientro negli spogliatoi, venivano ripetutamente insultati e spintonati da persone non identificate, che indossavano pettorina con esposizione della tessera di addetti al servizio d’ordine, il cui tentativo di aggressione veniva impedito solo dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine; che dagli gli episodi sopra descritti si rileva non solo la completa omissione da parte dei dirigenti della società Avellino di qualsiasi attività di doverosa protezione ed assistenza agli ufficiali di gara, ma addirittura la loro attiva partecipazione agli episodi stessi; che la materiale aggressione alla terna arbitrale ed ai calciatori della società ospite è stata impedita solo dall’intervento delle forze dell’ordine; che risulta del tutto accertata la responsabilità dei dirigenti della società Avellino e la conseguente responsabilità diretta ed oggettiva della società stessa che le sanzioni da modulare e quantificare devono tener conto della intrinseca gravità dei fatti descritti, ma anche del pericolo della loro reiterazione in considerazione del complessivo comportamento dei dirigenti e degli addetti al servizio d’ordine”. Questo è quanto riportato dal fischietto pugliese. Una dura ed ingiusta mazzata sui lupi che oltre a dover chiudere il proprio campo a tutti gli appassionanti irpini, saranno costretti a rinunciare anche al tecnico Giuseppe Galderisi fermato per cinque turni, nonché a pagare una multa di 30.000 euro. Come se non bastasse il Giudice Sportivo Pasquale Marino ha inibito il presidente Marco Pugliese fino al prossimo 30 settembre, mentre il Team Manager Giovanni De Cristofaro dovrà stare lontano dal campo fino al 31 dicembre. Inibiti fino al 31 agosto i dirigenti Antonio Lo Schiavo, Massimo Pugliese ed Angelo Lanzetta. I Pugliese che con tanto ‘sudore’ stanno cercando di riportare l’Avellino nel calcio che conta, si ritrovano per l’ennesima volta dall’inizio di questo girone di ritorno a subire senza poter ‘difendersi’. Tra rigori non dati, goal regolari non convalidati, ammonizioni mai spiegate e forse spesso un diverso metro di giudizio tra la formazione biancoverde e l’avversario di turno … si rischia di perdere il treno per la cadetteria. Tutto ha un limite…ma da che mondo e mondo, purtroppo al peggio non c’è mai fine.
Adesso, però è inutile piangere sul latte versato evitando di emulare la capolista Ravenna, che ad inizio stagione pur di non giocare in questo girone aveva minacciato di ritirarsi. Il lupo dovrà continuare a lottare contro tutto e tutti per riuscire a conquistare la serie B, riprendendosi, sin da domenica il primo posto. Quella vetta di cui si è impadronito con tanto merito, ma che non può godersi per i 2 punti di penalizzazione. L’Avellino per quello che si è visto sul terreno di gioco, a prescindere dalle decisioni prese dietro le scrivanie ha dimostrato di essere la squadra più forte. Non bisogna abbattersi ora e alzare bandiera bianca. Nei momenti difficili il lupo non si è mai arreso, ha lottato a denti stretti cercando di dimostrare sempre il proprio valore. Bisogna stringersi attorno al ‘plotone’ biancoverde, fare cerchio intorno ad un gruppo di ‘soldati’ che sta facendo sognare l’irpina pallonara e che proprio ora non può e non deve essere lasciato solo.(di Sabino Giannattasio)

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