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L’ultimo abbraccio per il Vescovo della gente: Monsignor Forte

Nocera Superiore – Vestito del saio, scalzo, stretto in una bara spoglia. Semplice, nell’autentico spirito francescano. È l’ultima ‘dimostrazione’ dell’uomo -prima ancora che del religioso- Antonio Forte che ha saputo unire alla contemplazione filosofica, l’impegno attivo. Ai sermoni, la pratica virtuosa dei precetti cristiani. Fuori dalle sedi convenzionali. Lontano dai burocratismi ecclesiali. Ma in mezzo alla gente. Quella stessa gente che lo ha accolto per l’ultima volta nell’affettuoso abbraccio di Santa Maria degli Angeli, dove questa mattina hanno avuto luogo le esequie presiedute dall’Arcivescovo della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Mons. Gerardo Pierro e dal Padre provinciale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori di Nocera Superiore. Folta la delegazione religiosa della diocesi avellinese capeggiata dal Vescovo Francesco Marino. Folta la rappresentanza di fedeli irpini. Tantissimi i giovani a testimonianza di quanto sia stato grande l’impegno pastorale che padre Antonio ha profuso nei confronti delle nuove generazioni. “Non predicava, ma testimoniava – ha ricordato Mons. Pierro nella sua omelia -. Sapeva esaltare le persone come nessun altro… non per il gusto di esaltarle, ma per incamminarle lungo la strada che conduce a Dio. Il suo volto era quello di Cristo. Il suo sorriso l’incarnazione dello spirito e delle virtù francescane. Le sue azioni, la manifestazione della sua fermezza mistica ed intellettuale”. È stato definito un trascinatore. Un grande comunicatore. “Era ed è il primo missionario della nuova evangelizzazione”. Un vero pastore che ha saputo guidare il suo gregge. Distante dagli ambienti accademici. Dalle poltrone. Sempre vicino ai deboli. Ha saputo ‘dispensare’ carezze e comprensione. “Passerà”… diceva a quanti non riuscivano ad esprimere la propria confusione. Non chiedeva. Agiva. Comunicava con lo sguardo. Con le preghiere. E così se ne è andato… concedendo un ultimo sorriso ai suoi fedeli che con un lungo applauso si sono congedati dal Vescovo frate. (di Marianna Morante)

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