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L’Ufita presente a Roma con 60 persone, soddisfatto Solimine

“la presenza a Roma di sessanta persone rappresenta un dato importante, perché siamo stati tra gli enti più attenti alla manifestazione – afferma il presidente della Comunità Montana dell’Ufita Giuseppe Antonio Solimine – purtroppo tutto questo potrebbe non essere sufficiente per allontanare il rischio concreto della soppressione di numerosi enti montani. e come spesso accade le decisioni piovute dall’alto colpiscono nel mucchio senza distinguere le posizioni espresse da ciascuno. E’ evidente che si registrano alcune anomalie, che devono essere corrette – precisa Solimine – ma questo non ha nulla a che vedere con la soppressione. Abbiamo difficoltà ad immaginare che l’attuale mappa dei comuni montani possa essere ancora valida, ma non sembra opportuno passare da eccesso all’altro, procedendo a tagliare gli enti o ad escludere alcuni comuni senza seguire un criterio scientifico, che potrebbe essere quello della contiguità e della medesima identità territoriale. Delimitato l’ambito territoriale di ciascun ente occorre procedere a disegnare le competenze da attribuire agli enti montani, che si sono estese in questi ultimi anni a dimostrazione del gran lavoro svolto da quesgli enti, realizzando anche una condizione di sovrapposizione con altre istituzioni locali ed intermedie. La tutela e la valorizzazione dela montagna rappresenta la vera funzione degli enti, ma è innegabile che abbiano realizzato risultati apprezzabili anche in fatto di rilancio delle tradizioni locali, dell’ecomonia e della vita sociale delle popolazioni. Spesso – osserva ancora il presidente Solimine, sindaco di Trevico e consigliere provinciale – sfugge l’isolamento sociale nel quale la montagna vive con i suoi piccoli comuni, che ogni anno perdono giovani ed intere famiglie, costrette a lasciare la propria terra per scendere a valle in cerca di una vita migliore, al centro del mondo e questo sta generando una sofferenza notevolissima rispetto alla quale è necessario intervenire per incoraggiare il processo inverso o non per incrementarlo ulteriormente. In questi anni abbiamo fatto una serie di investimenti in tal senso e l’articolo 13 della Finanziaria cancellerebbe, spazzerebbe via tutto quanto realizzato finora. L’altra questione riguarda i servizi comunali, che in molti casi non sono garantiti semplicemente perché gli enti locali non hanno materialmente le risorse per far fronte al costo di gestione: penso al trasporto pubblico, ai servizi sociali, alle attività di promozione della cultura e alle iniziative a tutela del territorio. In questi casi la forma associata tra comuni gestita dagli enti montani rappresenta l’unica strada per dare un ruolo alle Comunità Montane e garantire in modo sinergico ed efficiente una serie di servizi. Insomma – conclude Solimine – occorre lavorare per mettere gli enti nelle condizioni di svolgere per davvero il ruolo di punto di riferimento del territorio, in caso contrario la posizione si indebolisce e si presta alle critiche che spesso ci piovono addosso”. Nella delegazione ufitana i funzionari Bartolomeo Zoccano e Giudo Di Paola e gli assessori Graziano Tisi e Oreste Ciasullo.

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