L’Ue bandisce alcool nelle piazze… sagre d’Irpinia a rischio?

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Si fatica a credere che qualcuno abbia potuto veramente scrivere una norma del genere. Eppure una direttiva Ue – la legge comunitaria n.88/2009 – parla chiaro: “E’ fatto divieto di somministrare e vendere alcol su spazi pubblici non di pertinenza di bar, ristoranti e negozi”, di quegli spazi insomma muniti della licenza prevista dalla legge. Urge un intervento, urge un escamotage “all’italiana” che permetta a sagre e feste di paese di continuare a vendere bevande alcoliche.

La direttiva entrerà in vigore dopodomani, mercoledì 29 luglio (il Parlamento italiano l’aveva recepita già a fine giugno), nel bel mezzo del calendario delle manifestazioni estive. Resta il dubbio su come effettivamente questa norma comunitaria sarà recepita nel nostro territorio. Perché il problema è che il divieto si porrà per le sagre ma anche per quelle manifestazioni che puntano alla promozione dei prodotti tipici locali.

“Siamo veramente all’assurdo – ha dichiarato il Segretario Provinciale dei Pensionati per l’Irpinia, Antonio de Lieto – dal momento che questa direttiva, recepita dal Parlamento italiano ha sul nostro Paese, ricco di tradizioni e di storia, legate proprio a feste, sagre, manifestazioni enogastronomiche, un effetto devastante mettendo in ginocchio le attività di tante associazioni e cancellando in un sol colpo la passione di tanti e le tradizioni vecchie, in molti casi, di secoli”.

“Se il Governo italiano non vorrà, o non riuscirà a bloccare, o eludere, questa direttiva europea vi sarà un danno incalcolabile per il nostro Paese – ha evidenziato De Lieto – e soprattutto per il turismo, che è una delle ricchezze dell’Italia. Manifestazioni antiche e bellissime perderanno ogni loro caratteristica e addirittura ragion d’essere se si vieta agli avventori di consumare un bicchiere di vino e una birra imponendo, in pratica, il solo consumo di bevande analcoliche. Direttiva per contrastare il consumo dell’alcol e garantire sicurezza sulle strade? Ridicolo. Esistono già leggi severissime per quanto riguarda l’uso di bevande alcoliche per chi guida. Non è con queste imposizioni assurde che si combatte l’uso dell’alcol. Questo assomiglia al proibizionismo, inutile, dannoso e controproducente”.

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