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Nel Mandamento Baianese è il punto di riferimento dell’informazione on line, ma Giuseppe Guerriero, direttore responsabile di mandamentonotizie.it, è prima di tutto un tifoso biancoverde. Lo incontriamo nella redazione del portale che tra qualche giorno compirà il suo terzo anno di attività, ed il colore verde delle pareti con le foto delle vittorie dei lupi già cattura la nostra attenzione. E’ lui, per questa settimana, il protagonista della rubrica “L’opinione di…”
Giuseppe cominciamo dalla gara di Bari, quale chiave di lettura per questa sconfitta?
“Fondamentalmente credo la sconfitta del “San Nicola” non pregiudica l’iniziale obiettivo per la quale è stata programmata questa stagione. L’Avellino conserva un cospicuo vantaggio sulle posizioni basse della classifica e tra qualche settimana sono sicuro, come d’altronde lo sono tutti, potremmo festeggiare questa “benedetta” salvezza dopo ben sei retrocessioni consecutive. E non è poco…Anche io sto fremendo per questo obiettivo perché, lo ammetto, non ricordo due campionati di fila in serie B”.
E se guardiamo a ciò che potrebbe succedere nelle posizioni alte della classifica?
“Partiamo dal presupposto che l’alta classifica per l’Avellino in questo momento, ma forse anche per il futuro, rappresenta un surplus. Al momento opportuno sognare non costa nulla e sono sicuro che il gruppo avrà sicuramente voglia di provare a raggiungere qualche obiettivo più ambizioso. Oggi la classifica molto corta nelle posizioni di vertice, Palermo a parte, potrebbe rappresentare senza dubbio un vantaggio per quelle formazioni che come l’Avellino, o Lanciano e Latina, non hanno pressioni rispetto alla vigilia del torneo e che potrebbero recitare il ruolo di guastafeste. Con un filotto di vittorie come nel girone di andata, e sono sicuro che tutto ciò potrebbe accadere a breve perché i lupi stanno dimostrando di essere sicuramente al di sopra delle altre squadre, la zona alta della classifica non sarà un miraggio e perché no, a quel punto ce la potremo giocare fino alla fine”.
Che voto dai all’Avellino fin qui?
“Otto. Rastelli e la squadra sono stati bravi a formare un gruppo molto unito dentro e fuori dal campo che ha agevolato sin da subito l’arrivo dei risultati positivi. Giocare senza pressioni e l’assillo del risultato obbligato, a differenza degli altri campionati di serie B, ci sta dando una grande mano. Abbiamo disputato un girone di andata eccellente, siamo stati protagonisti di una mentalità di gioco che è risaltata ai livelli nazionali e che riempie d’orgoglio tutti noi. Infine non dimentichiamoci la trasferta di Torino. Dopo tanti anni abbiamo avuto una vetrina onorevole contro la Juventus”.
Cosa ti sorprende di questo Avellino?
“Innanzitutto le doti di mister Rastelli. Di lui me ne aveva sempre parlato bene Egidio Pirozzi, il tecnico della Sarnese di cui ricoprivo fino allo scorso anno il ruolo di team manager. Sapendo che ero tifoso dell’Avellino Egidio mi diceva che Massimo Rastelli, già da quando allenava il Portogruaro, era l’uomo giusto per riportare l’Avellino ad alti livelli. Pensavo volesse scherzare o prendermi in giro. Invece sono rimasto sorpreso anche io. Rastelli secondo me potrebbe diventare presto l’oggetto del desiderio di molte squadre. In un anno e mezzo i risultati parlano chiaro, trasmette le energie e la mentalità giusta ai suoi ragazzi. Ora che dopo il mercato invernale possiede più frecce nel proprio arco sono sicuro che continuerà a stupire”.
A fine campionato in che posizione vedi l’Avellino?
“I play off credo che non ci sfuggiranno. Per fare meglio, invece, dipende dall’espressione delle potenzialità di cui disponiamo. Secondo me tutto ruota intorno a Ciano. E’ un calciatore importante che si è subito ritagliato un ruolo non indifferente nei meccanismi tattici. E’ un giocatore che possiede talento e tanta tecnica. Se diventerà leader e trascinatore, capace anche di vincere le partite da solo, ne vedremo delle belle”.
Come e quando nasce il tuo amore per i colori biancoverdi?
“L’amore per questa squadra è nato quando ero ancora un bambino. E’ stato un mio zio a portarmi per la prima volta allo stadio e da allora non ho mai smesso. In serie C o in D non ho mai abbandonato il lupo. Da quando, poi, sono diventato direttore del giornale on line, ad ogni incontro cerchiamo di offrire ai nostri lettori i migliori servizi possibili. Anche nel Mandamento, territorio di confine con il napoletano, è forte l’attenzione ed il tifo verso i lupi. Nonostante il nostro territorio confini con la provincia napoletana, tantissimi sono i tifosi dell’Avellino che soffrono ad ogni match, ma ultimamente gioiscono molto di più dei tanti tifosi napoletani del baianese”.
Hai accennato alla trasferta dell’Avellino a Torino. Che ricordo porti di quella serata?
“Il ricordo di una serata fredda da un punto di vista climatico riscaldata però, dal calore della carovana irpina. Il mio pensiero non può non andare alla sciarpata mondiale che il mondo intero ci ha invidiato ed imitato. A casa c’erano tanti irpini che seguivano la partita su Rai2 però grazie al mio team abbiamo voluto regalare a tutti i tifosi del Mandamento un qualcosa di diverso. Sin dalle prime luci dell’alba abbiamo raccontato in esclusiva con foto, video e curiosità il “viaggio” dei tanti tifosi alla “conquista” di Torino. Foto dagli autogrill, immagini dallo Juventus Stadium o semplicemente lo scatto di una bandiera biancoverde sventolata sotto la Mole Antonelliana. Per me la vera gioia era già essere lì a vedere i colori biancoverdi accanto a quelli bianconeri. Un’emozione indescrivibile per chi nutre un vero amore verso l’Avellino Calcio”.
Dei tanti match a cui hai assistito, quale porti nel cuore?
“Sogno ancora la notte la promozione in serie B dell’Avellino contro il Napoli il 19 giugno 2005. Non sai quanto mi riempie d’orgoglio quando sento ancora qualche tesserato del Napoli ribadire che il più grande rammarico della loro rinascita è legata a quella sconfitta di Avellino: è una goduria pazzesca. Poi tra le tante vittorie come non ricordare Crotone, Catanzaro, il rigore parato da Landucci a Pescara contro il Gualdo di Novellino. Avevo dieci anni ma lo ricordo come se fosse oggi. Ricordo i gol di Totò Fresta, e l’incredibile vittoria di Pescara targata Molino – Biancolino nell’anno di Vullo. Non ricordo la serie A, ma ricordo anche una vittoria in Coppa Italia sul campo della Lazio per due a zero con doppietta di Bertuccelli”.