
Avellino – Tempi duri per chi vuol richiedere l’idoneità sportiva presso l’ambulatorio di medicina sportiva dell’Asl Av 2. La denuncia di una utente avellinese (due mesi in lista d’attesa per una visita di idoneità alla pratica sportiva, ndr) ha scatenato il batti e ribatti tra dirigenti, responsabili sanitari e organi sportivi. Sergio Di Lauro, esponente della Fp-Cgil, in un nota diffusa oggi esprime condivisione e solidarietà sulla vicenda dei ritardi sanitari e rilancia: “…per ridurre drasticamente le liste d’attesa, proponiamo che l’unità operativa medicina dello sport venga ricollocata presso l’ex ospedale ‘San Giacomo’ di Monteforte Irpino, poiché solo quest’ultima struttura è in grado di offrire spazi sufficienti per l’impiego contestuale di due unità infermieristiche così come richiesto dal dirigente (Franco Cerullo, ndr) della struttura in questione”. Nel replicare alle accuse mosse nella denuncia, il responsabile del centro per la medicina sportiva, Franco Cerullo, aveva sottolineato la necessità dell’impiego di nuovo personale. “Allo stato attuale non vi sono le condizioni strutturali per l’impiego di due infermieri nello stesso orario di lavoro – prosegue la nota della Fp-Cgil –. Ciò sarebbe possibile solo con l’apertura al pubblico della struttura di 12 ore. E’ importante sottolineare che le Unità Operative che necessariamente dovrebbero restare ad Avellino sono l’unità operativa di salute mentale e l’ufficio tecnico: nel primo caso è facilmente immaginabile il disagio che subirebbero le fasce deboli, nel secondo caso si tratta di un ufficio che necessita di un continuo confronto con le funzioni e le unità centrali”.