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Per i presentatori della lista, contattati telefonicamente, il primo punto sollevato, cioè quello della documentazione, sarebbe un vizio sanabile, tanto è vero che stanno vagliando con alcuni legali la possibilità di far ricorso al Tar. Sul simbolo invece lo stesso candidato a sindaco Giuseppe Bruscino ha precisato: “Proprio per far comprendere alla collettività la differenza tra il “vero” fascio littorio, cioè quello utilizzato nel simbolo del Partito Nazionale Fascista e il nostro presentato a Parolise, preferiamo esporli entrambi (in foto). Come si può notare, i due simboli sono differenti e riconoscibili. Non capiamo perché la Prefettura di Avellino ha ritenuto ciò. Ben 88 procure in Italia in passato ci hanno dato ragione. Il fascio littorio (quello usato da Mussolini) è di origine romana e in tempi moderni è stato utilizzato solamente dal P.N.F. e tuttora è definito illegale in base alla XII Disposizione transitoria della Costituzione Italiana e dalla Legge che applica tale disposizione, ovvero la Mancino-Scelba. Il simbolo da noi usato ha, come si vede, di per sé forma diversa dal fascio littorio, in quanto l’ascia è posizionata al centro dei vimini intrecciati, a differenza del fascio littorio che ha l’ascia al centro. Il fascio repubblicano non è di nostra invenzione. Fu utilizzato a partire dagli inizi del XIX secolo dalla Francia ed è simbolo del potere della Repubblica (definizione araldica), poi utilizzato da Giuseppe Mazzini nella sua Repubblica Romana (1848-1849). Inoltre, la Repubblica del Camerun utilizza due fasci come quello del nostro simbolo nel proprio emblema nazionale; lo stesso vale per la Polizia della Norvegia e per il Cantone di San Gallo, in Svizzera”.