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Mancino: ora riprenda il confronto in Parlamento
“Il risultato del confronto referendario sulla modifica della seconda parte della Costituzione obbliga la maggioranza che ha vinto a tenere conto che il Paese non ha detto no alle riforme, ma ha soltanto rifiutato quella unilateralmente voluta dalla Casa delle Libertà. Adesso occorre partire dalla considerazione che i partiti che hanno chiesto di votare no si sono anche impegnati, a referendum concluso, a riprendere il tema delle riforme. Trascorso un brevissimo periodo di riflessione, l’Unione apra il tavolo del confronto con tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Temi di possibile convergenza non mancano: dal superamento del bicameralismo alla stabilità dei governi, dall’attuazione dell’art. 119 della Costituzione sul federalismo fiscale ad alcune essenziali modifiche al titolo V. Non si tratta di questioni di poco rilievo, ma neppure di modifiche dell’intera organizzazione del potere. Prima ancora di individuare gli strumenti, è preferibile verificare nelle commissioni parlamentari competenti ciò che unisce e ciò che divide: non commettiamo l’errore di dare prima vita al contenitore e poi ai contenuti. Così facendo ripeteremmo i flop del passato.”