
Lioni – Il “caso” Rosetta D’Amelio fa discutere. E nella mattinata arriva la solidarietà di Rodolfo Salzarulo, attuale sindaco di Lioni e “successore” della D’Amelio alla guida del comune altirpino. Questo il documento: “Proprio nella mia veste attuale apprendo, non senza qualche turbamento, la notizia della condanna dell’Assessora Rosetta D’amelio, per un atto compiuto nell’esercizio della funzione di Sindaco di Lioni. Prioritariamente intendo esprimere tutta la solidarietà mia, proprio nella funzione specifica, in una con la solidarietà di tutti i partiti (Margherita, DS, PRC) e dei gruppi della maggioranza che oggi regge il Comune di Lioni, in assoluta continuità con l’Amministrazione guidata da Rosetta D’Amelio. Non intendo entrare nel merito della vicenda su cui il Giudice si è pronunciato. Né sui tempi. La giustizia ha i suoi tempi e i suoi fondamenti e la politica ha gli spazi separati in cui la Costituzione le consente di operare. Quello di cui voglio parlare è la linea di confine della legittimità degli atti amministrativi, talvolta estremamente sottile, legata come si trova a procedure spesso incerte, in cui si trovano alcuni ambiti di applicazione relativi a competenze non sempre chiaramente definite. Non sono rari i casi di sovrapposizione di responsabilità, di duplicazione fino alla gemmazione dei centri decisionali, e delle funzioni in cui si esplica il comando amministrativo e il governo conseguente degli eventi, che costituiscono la natura stessa della vita di una comunità. Dentro questa nebulosa di fatti ed atti e nella loro assoluta incertezza definitoria si esplica la funzione dell’Amministratore e specificamente del Sindaco. Qui si ergono i paletti di uno “slalom” quotidiano, in cui si è costretti ad una gara impari tra spinte e sollecitazioni di ordine morale, a cui siamo chiamati dai cittadini, ed una resistenza istituzionale che conferisce poteri senza fornire puntuali e adeguati strumenti per esercitarli. La critica dei nostri giorni oscilla tra chi grida allo sperpero di fronte alla richiesta di “consulenze esterne”, nella ricerca degli strumenti mancanti alla pubblica funzione, e chi invoca la precisione e cura della strumentazione in grado di fornire ogni assistenza utile a raggiungere gli scopi richiesti dalle cariche elettive. Rosetta D’Amelio, il Sindaco dell’epoca del fatto “incriminato”, non fu mai insensibile alle richieste di soccorso che venivano dalla società, alle spinte morali e sociali che la sollecitavano ad agire, ad operare per consentire e garantire il diritto di cittadinanza a tutti. Spesso interveniva in termini di solidarietà umana, che si completavano nella sfera personale. Quando era possibile operava come Sindaco e capo dell’Amministrazione, pur dentro i limiti di cui parlo e che costituiscono la vera palla al piede della funzione di Sindaco: un potere ampio ma non sempre assistito dagli strumenti adeguati alle competenze assegnate. E’ per questo che oggi ci sentiamo di esprimere la piena solidarietà a Rosetta D’Amelio, Assessora Regionale, e di confidare che proprio su questa base il Giudice, nelle cui funzioni e ruoli esprimiamo piena fiducia, possa valutare il comportamento, più che l’atto specifico che oggi si trova sotto il riflettore della Giustizia. Rodolfo Salzarulo Sindaco di Lioni