
“Anche quest’anno l’Associazione in_loco_motivi intende ricordare il 33° anniversario del sisma del 1980 con una iniziativa che si terrà sabato 23 novembre alle ore 16,00 nel piazzale antistante la stazione di Lioni. Ricorderemo quel triste evento, che tanto segnò le popolazioni irpine, deponendo una corona di fiori sulla lapide posta a memoria delle migliaia di morti che causò quel devastante sisma. Onoreremo, in particolare, i ferrovieri che, in servizio quella dannata sera, perirono in conseguenza dei crolli di edifici situati sulla ferrovia Avellino Rocchetta. Sarà anche un momento per riflettere su quello che è diventata questa ferrovia chiusa da circa tre anni. Il senso dell’abbandono e del degrado in cui versa questa tratta ferroviaria ben si coniuga con quanto sta avvenendo in quella parte dell’alta Irpinia: spopolamento e desertificazione, dopo aver speso ingentissime somme di danaro pubblico per la ricostruzione post sisma. Ancora una volta una intera generazione sta allontanandosi da questi luoghi e nulla fa presagire una inversione di tendenza. L’allarme che lanciammo quando fu chiusa la Avellino Rocchetta non fu recepito dalla nostra classe politica, si chiudeva la ferrovia, voluta da Francesco de Sanctis, perchè rappresentava l’anello più debole della catena dei servizi in alta Irpinia. La logica dei tagli lineari fece la sua prima vittima, a seguire ospedali, tribunali, scuole, trasporti, uffici postali. Una ritirata dello Stato in una parte desolata della Campania interna, buona per la realizzazione di pericolosi e strani progetti quali discariche o pozzi petroliferi. A tutto questo noi ci ribelliamo perché siamo convinti che lo sviluppo per la nostra terra passi per un miglioramento delle reti infrastrutturali. Sono questi i sogni di 4 stupidi idealisti, come ama chiamarci l’assessore regionale ai trasporti della Campania, Sergio Vetrella, quello stesso che sta cancellando l’ Irpinia dalla geografia ferroviaria italiana e che si fregia di scrivere nella foto del suo blog: “amare la Campania per crescere insieme”. Una provocazione, quasi uno schiaffo in faccia, per noi irpini! Si tratta dello stesso sogno che riferisce il responsabile di un grosso gruppo industriale dell’alta Irpinia, localizzato proprio a pochi metri da questa linea ferroviaria che ha un disperato bisogno di trasporto ferroviario per acquisire un grandissimo lavoro ed è costretto ad ammettere che è, purtroppo, un sogno impossibile! E’ lo stesso sogno fatto dal grande artista irpino Vinicio Capossela che ha sognato questo treno ripercorrere i binari della Avellino Rocchetta. Non a caso è stato stipulato un protocollo d’intesa fra vari comuni per concorrere al conseguimento di fondi regionali per la promozione turistica presentando un evento denominato: ….”mi sono sognato il treno”, legato strettamente a luoghi attraversati dalla ferrovia Avellino Rocchetta. Sembra che tanti sognatori si stiano dando appuntamento per salvare la Avellino Rocchetta. Con questi sognatori ci incontriamo sabato 23 alle ore 16 a Lioni per ricordare quella triste serata del 23 novembre 1980 e per riflettere su quello che poteva essere e non è stato ma che può ancora accadere per la nostra ferrovia Ofantina se, a cominciare dai partecipanti all’ennesimo convegno sul turismo, che si terrà a Bagnoli irp. il 25 cm, si prendesse in considerazione la valenza paesaggistica che questa ferrovia rappresenta per l’Irpinia……. dopo aver assistito passivamente alla sua “sospensione”!
Così Pietro Mitrione in una nota