Dalla minoranza consiliare di Progetto Comune per Lioni arrivano dure critiche alla Giunta Salzarulo. “A Lioni – si legge nella nota – dopo un anno e mezzo dall’insediamento dell’attuale amministrazione comunale, il disastro prodotto dalla maggioranza guidata dal sindaco Rodolfo Salzarulo è sotto gli occhi di tutti: stangata Imu, raddoppio dei compensi agli assessori con effetto retroattivo, riunioni di giunta in orario di lavoro per ottenere rimborsi, affidamento a tutto spiano di incarichi legali, opere pubbliche in degrado, lavori appaltati che procedono con lentezza disarmante. Da “perla” a “pena” dell’Alta Irpinia. Il nostro bel paese è ormai in agonia, inospitale, degradato, invivibile… Basta fare un giro in macchina per vedere le strade cittadine piene di buche enormi, marciapiedi e cunette stracolmi di rovi ed erbacce, per non parlare dello stato di abbandono delle zone rurali. In un passato non così tanto lontano Lioni ricopriva una posizione politica di primo piano nei vari Enti sovra comunali, era il principale riferimento commerciale ed artigianale, il punto di ritrovo per tutti i giovani della provincia. Questa funzione, così faticosamente conquistata nel tempo, in pochi anni è stata svuotata e dilaniata dal nostro Sindaco al solo scopo di ritagliarsi un ruolo personale nello scacchiere della politica irpina. Questa amministrazione dimostra quotidianamente tutta la sua incapacità. Ogni atto, ogni azione, ogni “vessazione” sono il frutto di un’approssimata programmazione, di una disinvolta gestione della cosa pubblica, di una mancanza di trasparenza e soprattutto di una discutibile competenza (esempio la Piazza San Rocco e la “costruenda piscina comunale” dietro il Santuario di San Rocco). I cittadini lionesi hanno avuto in questi giorni il regalo di Natale, programmato da Maggio, l’imposta comunale sulla casa, con importi pressoché raddoppiati rispetto a giugno, a differenza di quanto deliberato dai sindaci dei paesi limitrofi, che hanno lasciato invariate le aliquote previste dal governo Monti. Come se non bastasse, a Lioni piove sul bagnato con l’aumento della Tarsu, che ha imposto a tassazione anche i locali come cantine, garage, depositi ed aree scoperte. A fronte di ciò i servizi sono inesistenti. A solo titolo esemplificativo, l’istituto comprensivo di Lioni versa in condizione di disagio estremo, sia dal punto di vista del materiale scolastico, che viene fornito con il contagocce, sia dal punto di vista strutturale tant’è che in alcuni locali, come la segreteria e la palestra, nelle giornate piovose si è costretti a raccogliere l’acqua con le bacinelle. Quest’amministrazione, nonostante la crisi che sta sfinendo i cittadini, con fare sadico ha fatto delle sanzioni amministrative una delle principali entrate del comune. Se da una parte con l’aumento delle tasse e delle multe grava sui cittadini, dall’altra non ha contenuto in alcun modo la spesa pubblica, anzi sull’onda del più becero clientelismo continua ad elargire incarichi, soprattutto legali, anche laddove non se ne ravvede la necessità, continua ad erogare contributi solo alle associazioni vicine politicamente, distrae fondi della Legge 219/81 sottraendoli ai cittadini già assegnatari del contributo. Come se tutto questo fosse poco, procede alla vendita di beni comunali a prezzi fantasiosi, esponendoli soltanto a speculazioni di mercato immobiliare. Nell’ottica di quanto più volte ci è stato pubblicamente richiesto dal sindaco, ma soprattutto nel rispetto dell’impegno assunto nella primavera 2011, abbiamo cercato di essere propositivi su più questioni amministrative, ma le nostre richieste sono state puntualmente ignorate. In particolare, avevamo suggerito di verificare il gettito IMU di giugno, prima di confermarne l’aumento, ma, nonostante le entrate abbiano superato le aspettative, di fatto le maggiori aliquote sono state comunque applicate. Noi non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi derivanti da una crisi epocale, ma almeno abbiamo la volontà di contribuire a programmare l’attività amministrativa usando, come dice il diritto, la “diligenza del buon padre di famiglia” per non penalizzare ulteriormente i cittadini lionesi e non dimenticando che sono “tutti” figli di questo paese, anche quelli vicino alla minoranza, che poi sono il 50% meno undici (11!) della popolazione lionese”, conclude la nota.