Lioni – Il Vanvitelli discute di religioni monoteiste

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Interessante appuntamento all’Istituto Vanvitelli di Lioni promosso dal Lions Club Morra De Sanctis – Alta Irpinia, presieduto dalla preside Dora Garofalo, dal titolo “Dialogo fra le grandi religioni monoteiste: cristianesimo, ebraismo e islamismo”. Erano presenti la presidente del Club Dora Garofalo, la vicepreside Anna Di Domenico, il presidente del Consiglio di Istituto Silvano Ciotta, l’on. Gerardo Bianco, il responsabile del convento di S.Francesco a Folloni padre Agnello Stoia, il vescovo Francesco Alfano dell’ Arcidocesi di Sant’Angelo dei Lombardi, il Ministro dell’Ofm. Conventuali della provincia di Napoli, il poeta cabilo (Algeria) Hamza Zirem, la presidente della sesta circoscrizione Lions Maricetta Speranza Sanfilippo, la giornalista Marina D’Apice. Il tema è stato trattato sulla base delle numerose domande, per alcuni versi provocatorie, fatte dagli allievi ai relatori di altissima levatura culturale oltre che religiosa. Dopo i vari richiami storici-culturali che hanno offerto interessanti spunti di riflessione su eventi luttuosi di fanatismo religioso e di pregiudizi radicati a vario livello, sono stati illustrati i principi e le visioni teologiche delle confessioni di appartenenza degli Ebrei, dei Cristiani e dei Musulmani, tutti uniti dalla fede in un unico Dio, creatore dell’universo e Signore della storia. Dagli interventi è emerso che Ebrei, Cristiani e Musulmani hanno per secoli vissuto a contatto, anche se questa convivenza non è stata quasi mai pacifica. Ci sono tuttora gravi problemi e complesse situazioni a sfondo religioso che preoccupano la comunità internazionale. Le orribili stragi, i genocidi, gli scontri nel Medio-Oriente, la violazione dei diritti umani manifestano la difficile convivenza tra culture diverse, incutono paura ed allontanano sempre di più i presupposti necessari alla convivenza civile e concreta dei popoli. Ma spesso la scontro non ha nulla a che vedere con il credo religioso o con un Dio, quale che sia, per il quale non vi sono distinzioni di razza, cultura e popolo. I governi sfruttano l’ignoranza e la paura, mischiano religione e terrorismo per conquistare il potere e creare il regno della stupidità. Le religioni monoteiste hanno il comune obiettivo della pace e della felicità dell’uomo sulla terra. Individui di fede e tradizioni culturali diverse possono e devono convivere pacificamente insieme. Lo straniero, il diverso, la minoranza non basta trattarla con giustizia, ma nemmeno con tolleranza: si tollerano le medicine non le persone. Nei confronti di chi si trova in una posizione di svantaggio rispetto alla nostra società bisogna agire diversamente, dare a chi ha bisogno gli strumenti per vivere con noi senza alterare le sue caratteristiche culturali, altrimenti non avremo una società multiculturale, ma solo una società dove una maggioranza potente tollera una minoranza debole. Lo straniero deve essere uguale di fronte alla legge, nella parità di condizione di lavoro e retribuzione e soprattutto nel rispetto e nell’amore, anche se è l’amore la forma più difficile di accoglienza. Solo entrando in quest’ottica di uguaglianza umana, dalla tolleranza potremo passare ad una giusta ed amorevole società. E’ solo nel rispetto dell’altro e della sua libertà che il dialogo può esistere e fiorire.

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