Lioni-Grottaminarda, dal vertice blindato: ecco la nuova proposta

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Palazzo Caracciolo – Obiettivi di nuovo puntati sulla Lioni-Grottaminarda. Dopo l’incontro promosso la settimana scorsa dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Enzo De Luca, la discussione si è spostata oggi nella sala della presidenza di Palazzo Caracciolo. Al tavolo la fascia azzurra Alberta De Simone, l’assessore De Luca, i consiglieri regionali Angelo Giusto, Franco D’Ercole e Cosimo Sibilia, Franco Di Cecilia e Giuseppe Solimine in rappresentanza dell’assise provinciale e i sindaci di Mirabella Eclano, Rocca San Felice, Grottaminarda e Gesualdo. Una presenza istituzionale massiccia che la dice lunga sull’importanza di questo asse viario: canale privilegiato tra Tirreno ed Adriatico e nuova piattaforma di sviluppo per le aree interne. Ma al dispendioso progetto (costato 5 milioni di euro e non ancora esecutivo) potrebbe subentrare una nuova proposta. Ad avanzarla l’assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta e presentata all’attenzione del tavolo istituzionale dalla Presidente De Simone: un nuovo asse viario che costeggerebbe la vecchia Statale 303. Proposta che terrebbe conto di una serie di fattori che hanno registrato un’ampia convergenza. A cominciare dall’abbattimento dei costi (280 milioni di euro per la vecchia Lioni-Grottaminarda contro i 120 milioni del nuovo progetto), minore impatto ambientale (si eviterebbe lo smembramento dell’area archeologica Mefite e la realizzazione di gallerie come i potenziali 2 chilometri da Gesualdo a Frigento) e la possibilità di corridoi a bretelle di collegamento che permetterebbero un accesso diretto dei Comuni con la nuova arteria. “La Lioni-Grottaminarda è un progetto di cui si parla da oltre mezzo secolo – ha affermato l’on. Giusto – difficile da realizzare se si considera che ad ogni assessore ai Lavori Pubblici è corrisposta una variazione del progetto stesso al fine di portare la strada sotto la propria casa. Situazioni che hanno congelato il programma di sviluppo delle nostre aree interne e che oggi non possono essere più concepite”. (di Marianna Morante)

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