Lioni – A sei mesi dalla sua nascita, il laboratorio Rouge di Lioni apre una riflessione spazi sugli spazi e la socialità dentro un territorio complesso come quello irpino “…che spesso e volentieri ha trascurato la ricerca nell’ambito della produzione sociale, o quasi mai ha arricchito il nostro tempo di cultura e creatività”. È quanto si legge nella nota che continua: “Esistono ambienti e spazi dimenticati in ogni realtà urbana che invocano la nostra attenzione ed ambiscono ad una nuova dimensione comune, offrendosi a noi come opportunità di espressione, di cooperazione, di azione e rigenerazione. Visibili o inosservati, legati ai nostri desideri e al nostro vivere, oppure rifiutati e rifuggiti, spesso nati già come non luoghi o aree di risulta, diventati contenitori di spontaneità urbane o segni tangibili di degrado e dimenticanza. Spazi interclusi, disponibili al progetto, ci stimolano ad una riconversione culturale che si innesti nell’eco-sistema sociale ponendosi come beni relazionali ed elementi di coesione urbana all’interno dell’habitat territoriale particolare. Ed è proprio in questo contesto che, come spazio pubblico autogestito, sentiamo la necessità di parlare e praticare l’autoproduzione, spostando l’attenzione dal prodotto al processo. Cogliere la frammentazione e le differenze soggettive, qui sta la difficoltà e allo stesso tempo il fascino della nostra sfida, per costituire una prospettiva comune. Non una somma che annulli tali differenze, ma un processo di condivisione che le metta a valore, conferendogli potenza d’azione e pratiche di rottura contro lo schema onnivoro del mercato globale. Un meticciato di sogni, corpi, arti e strumenti che costruisce cooperazione in maniera autonoma; che con la condivisione e circolazione dei saperi e della conoscenza strappa e conquista libertà individuali e collettive; che immagina e sperimenta forme di organizzazione e produzione indipendenti”.
Anche a novembre, Rouge presenta un programma ricco di eventi che parte dal ricordo della caduta del muro di Berlino che ha restituito la parola e ha reso possibile oggi essere critici con l’esistente previsto per questa sera alle ore 22:00, passando per la tappa del 14 novembre che lancerà gli stati generali della scuola e della conoscenza in programma il 17 novembre ad Avellino. Ancora, il 20 novembre alle ore 18 presso la sala consiliare del comune di Lioni, verrà presentato assieme a Vladimir Luxuria il suo ultimo libro “Le favole non dette” mentre il giorno seguente, il 21 di novembre alle ore 21.30, sempre nella sala consiliare del comune di Lioni sarà ospitato uno spettacolo teatrale “Storie di terre, di suoni e di rumori” a cura di produzione co.c.i.s. per non dimenticare i ventinove anni dal terremoto dell’80 e concludere infine un altro mese ricco di eventi e manifestazioni il giorno 27 novembre, quando alla “Taverna di via Ricca”, assieme alla comunità palestinese, verranno costruite relazioni di reciprocità attraverso la cucina lanciando così una campagna di adozione a distanza per aiutare i bambini palestinesi ad immaginare un futuro diverso da quello che vivono.