Giuseppe Gargani senza mezzi termini dice la sua. Caricando il fucile non a salve ma a pallettoni. Spara contro tutto e tutti avendo come bersaglio preferito – e c’era da aspettarselo – il centrosinistra e la sua classe dirigente “che non esiste”. Sul banco degli imputati per la “pura volontà di non risolvere i problemi”. Un centrosinistra “reo” del “dissesto e della disamministrazione che rimanda alla vicenda del terremoto”.
L’europarlamentare di Forza Italia lancia accuse pensanti contro il governo regionale, nazionale e locale. Per niente soft negli affondi, interprete e protagonista di una mobilitazione prevista per il prossimo 15 ottobre avente ad oggetto un unico obiettivo: “sollevare l’indignazione dell’opinione pubblica” ed essere in prima fila contro “un tessuto amorale ed immorale”. Dove “manca la regola della politica”: la collaborazione tra le forze.
Forza Italia ha riunito il suo comitato provinciale per discutere di rifiuti e non solo. Per dibattere sul radicamento degli Azzurri sul territorio. A tale riguardo qual è la sua opinione anche alla luce di tensioni registratesi all’interno del centrosinistra. Cosa è che non va nei partiti?
“La sorpresa è che la popolazione non reagisce ad una tale disamministrazione, ad un dissesto così grande che non posso non paragonare al terremoto. Allora ognuno si è rimboccato le maniche. Oggi nessuno reagisce. Eppure c’è una condizione da terzo mondo. Un’amministrazione da cancellare che deve vergognarsi di esistere. Bertolaso ora paga le pene per tutti gli altri. La Regione ha dato la responsabilità al Governo e in maniera furba ha ottenuto il commissario. Oggi il Governo cancella i governi locali, manda il commissario con i pieni poteri che per forza maggiore andrà ad aprire una ferita ad Ariano nonostante le ampie garanzie. Invece si colpisce ancora Ariano”.
Perché?
“Non è allineato al supremo ordine della sinistra. Bertolaso sarà in consiglio comunale ad Ariano a colloquio con la cittadinanza. Speriamo che si trovi una soluzione e che la Procura sequestri la discarica. La cosa oscura di questa riapertura è che se ne è parlato solo quindici giorni fa. L’idea è che si è soggiogati da interessi economici e che non si vuole risolvere il problema per proteggerne altri. Nessuna Regione ha un’emergenza sistematica come la Campania. Si sono spesi milioni di euro e non si è risolto il problema. Ci vorrebbe un’indagine”. E poi “con il Decreto legge del Consiglio dei Ministri si sospendono anche le ordinanze prima che queste vengano firmate. È davvero troppo. Nemmeno nel Congo credo che si faccia così. E’ venuto meno lo stato di diritto”.
Accuse forti le sue, ma Forza Italia, quali azioni ha intenzione di mettere in campo?
“Il 15 ottobre prossimo prepareremo la mobilitazione ad Avellino o ad Ariano per sollevare l’indignazione dell’opinione pubblica. Abbiamo un governo regionale che condiziona, promette e revoca e i poveri sindaci sono costretti a subire. Altrimenti non si spiega come mai il primo cittadino di Avellino non si ribella”.
Cosa sta accadendo nei partiti e più in genere cosa sta accadendo alla politica?
“C’è una situazione da far west. Per questo c’è abbandono, non c’è indignazione, non c’è classe dirigente. Siamo alla tragedia”.
Cosa è per lei la politica? E come è possibile “ripristinarla” se di questo si tratta?
“La politica è fare gli interessi della gente, poi il partito li organizza e cerca di trovare il giusto equilibrio e la giusta soluzione. Invece si assiste allo squilibrio totale. Perché i partiti sono diventati personali. Sono i partiti di alcune famiglie. Ognuno ha il proprio garante. In Parlamento ognuno ha il proprio parente, il proprio cognato… Tutti nessuno escluso…E’ anche per questo che i rifiuti non trovano la collocazione e si accumulano nelle strade”.
Emergenza criminalità. Ritiene che le misure adottate dal Comune di Avellino, dalla Questura e non solo siano sufficienti ad arginare il fenomeno?
“Se non si alza il livello di guardia e di prevenzione, avremo l’infezione che avanza. Sono necessari: il dibattito, la classe dirigente, le forze dell’Ordine che garantiscano controlli, che organizzino la società civile. La mancanza di tutti questi elementi rende il tessuto amorale ed immorale e fa progredire il morbo. Il Comune di Avellino è un’istituzione come le altre non più rispettate: si vota non per scelta ma per amore di potere”. E ancora: “Non c’è volontà di chiedere collaborazione alle altre forze politiche. Manca il rispetto delle regole della politica sapendo che se tutto l’apparato è concorde su una linea, è più forte. Così si prendono in giro i problemi e non si affrontano”.(di Teresa Lombardo)
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