L’inedito Mussolini nei diari in possesso del senatore Dell’Utri

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Torella dei Lombardi – Il circolo del Buon Governo Irpinia presieduto dall’onorevole Marco Pugliese si è presentato con una pagina di storia d’Italia. “I Diari inediti di Mussolini”, gelosamente custoditi dal senatore Marcello Dell’Utri, sono un tracciato profondo di quella che fu la vita del Duce. Una lezione che ai giorni d’oggi potrebbe risultare davvero anacronistica, ma che alla folta platea ( presenti tra gli altri Cosimo Sibilia, Roberto Castelluccio, l’eurodeputato Aldo Patriciello, il sindaco di Torella Lasprogata, l’ex sindaco di Sant’Angelo Antonio Petito ndr), accorsa nella splendida cornice del Castello Candriano, ha lasciato non pochi dubbi e qualche certezza.

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Perché il Mussolini raccontato sui libri, nei passi di quel diario letti con una parsimonia incredibile per oltre un’ora da Marcello Dell’Utri fanno scoprire un altro uomo, il Benito Mussolini che giorno dopo giorno si rifugiava nei suoi scritti per esprimere le vere sensazioni radicate nell’interiore, che non poteva esternare perchè vittima egli stesso dei rigori del “fascio”. 1935 -1939 gli anni terribili ci hanno raccontato gli storici, un’Italia succube del potere tedesco. Con i dettami dello statuto del Circolo del Buon Governo dedito alla formazione della nuova classe dirigente, il senatore Marcello Dell’Utri è arrivato a Torella dopo aver inaugurato la sede di Frigento, accompagnato da uno staff prettamente giovanile. Giovani con non più di trent’anni in giacca e cravatta che hanno fatto da apripista a chi ha dimostrato sul campo di essere protagonista della storia politica e sociale. Ed ora con “I diari inediti di Mussolini” tenterà l’ennesima impresa. Le case editrici sgomitano per accaparrarsi il lavoro che con ogni probabilità sarà messo in stampa per fine anno. La provincia di Avellino, grazie ai circoli del Buon Governo, ha avuto il pregio di “scoprire in anteprima” alcuni passi degli scritti. Il circolo del Buon Governo Irpinia logicamente si aggancia a quello nazionale, intuizione felice del senatore Dell’Utri nel lontano 1999, oggi confluiti nel Popolo della Libertà, che si pone l’obiettivo di sviluppare una relazione virtuosa tra cultura e politica. Una crescita esponenziale: ad oggi oltre 4000 circoli sparsi in Italia capaci di coinvolgere i giovani attraverso convegni, seminari, pubblicazioni, organizzazioni di mostre. A spiegare nei dettagli le finalità del circolo il presidente Marco Pugliese “ tante cellule divulgative di cultura che cresce. Un grande progetto politico, sociale e culturale, aperto a tutti dove si possa affrontare tematiche dello sviluppo e dell’ambiente. Una giusta intuizione quella di Dell’Utri maestro di vita e politica”. E prima di concludere l’intervento legge una lettera di ringraziamento di Alessandra Mussolini inviata a Dell’Utri per l’impegno profuso nella valorizzazione umana e civile del nonno Benito. Roberto Mazzei, tra i soci fondatori del circolo, ha voluto mettere in evidenza “l’importanza dell’apertura del Pdl ai giovani, veri protagonisti del futuro che ci appartiene”. “Un circolo che nasce dal basso, che riesce a calarsi nella realtà dove la politica latita”. E’ il pensiero di Vincenzo Lomanno, presidente dell’associazione sportiva Mivas, mentre Paola Forcione cita l’articolo 3 dello Statuto che afferma “…in ogni campo i valori del merito e della qualità, lo spirito di innovazione, l’iniziativa privata contro ogni forma di dirigismo, la libera espressione e l’originalità di ogni donna e di ogni uomo difendendoli dal conformismo e dalle pressioni delle pseudoculture massificate”. Spazio poi al vero padrone di casa, il senatore Marcello dell’Utri che incalzato dal giornalista di RaiDue Luciano Ghelfi chiarisce anche sulla autenticità del diario. “Se fossero falsi sarebbe stato un genio l’autore. Ci sono episodi della vita che nessuno poteva conoscere annuncia Dell’Utri e questa confidenza è stata fatta direttamente da Romano Mussolini. Poi c’è una perizia calligrafica e anche i tempi e i modi coincidono con la storia” Sgomberato il campo da ogni equivoco, il giornalista Ghelfi ha chiesto al senatore di leggere alcuni scritti conditi di alcuni aneddoti della vita del Duce. 24/12/1936 Mussolini scriveva “…il denaro non mi ha mai attratto, sono nato povero e abituato a vita semplice…” 7/12/1939 “i gerarchi riuniti nel Gran Consiglio li ho osservati uno a uno altri facevano solo numero, …se alcuni pensano che sia un tiranno già l’avrei cancellati dalla faccia della terra…” 8/11/1939 giorno dell’attentato a Hitler, Mussolini scrive “…noi italiani siamo innocenti, gli inglesi no, sarà stata l’opera di qualche tedesco ma senza fortuna se il colpo fosse andato a segno oggi staremo meglio, ci sarebbe più pace…” Infine traccia un profilo sul generale Badoglio “bravo nell’arte militare, intraprendente ad ottenere posti migliori dal rispetto esagerato, dalla falsità perfetta, ladro matricolato che ha il gusto a prendere le cose degli altri, dal fisico sprezzante, un brutto plebeo vestito a festa”. E sull’amante Claretta Petacci “i suoi occhi erano come quelli del gatto cambiavano colore, l’amore è il più caldo dono che Dio ha dato all’uomo”. Un Benito Mussolini così in quanti lo conoscono? Pochi…perchè la storia ci ha raccontato solo di altro…

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