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Liberazione Mastrogiacomo: Le riflessioni di Luigi Vannetiello

Ho fatto trascorrere qualche giorno dalla liberazione del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo per dare alla stampa questa mia riflessione. Il 4 febbraio del 2005, sotto il governo di destra, venne rapita a Baghdad Giuliana Sgrena e, quasi per incanto, comparvero le bandiere, quelle arcobaleno, quelle del popolo pacifista, quelle di sinistra, quella comunista, quelle ambientaliste e quelle animaliste. Ed io che vivo a cavallo tra due province, quella sannita dove ho avuto la culla e quella irpina dove ho la scrivania, notai che le sedi di segreterie politiche dei partiti, allora di opposizione, e tanti balconi dei loro simpatizzanti esponevano quelle bandiere simbolo di pace. Liberate la Sgrena, e voi sapete quanto è costata la sua ‘liberazione’, quelle bandiere restarono fuori per qualche tempo per poi essere ammainate lo scorso anno e precisamente poco dopo la proclamazione del Prodi vincitore che con provvedimenti impopolari e da recupero fiscale quasi coatto, non sto qui a ripetermi tanto ne abbiamo piene le tasche, si è mantenuto solo grazie alla preparazione e bravura dei geriatri che consentono ancora di vivere cent’anni a chi ne ha le possibilità. Ma torniamo alle bandiere della pace, quelle arcobaleno. Sequestrato il Mastrogiacomo, non ho visto più quei drappi colorati forse perché quelli ripiegati si erano logorati e quelli nuovi non trovano mercato sullo stand del bancarellaro. Liberato Mastrogiacomo neppure l’ombra di quei colori che tanto donavano nelle manifestazioni ‘pacifiste’. A quegli stessi irpini e sanniti che con la Sgrena manifestavano esponendo quei drappi a strisce vorrei ricordare che il sequestrato è stato liberato ed è ora di ripetersi nei loro atti di visibilità e dimostrare ancora una volta che il popolo pacifista è sempre li. Ho il dovere, però di far capire anche agli altri, quelli che come me ben conoscono gli espositori, che era tutta una scenografia politica e che anche per questo meritano una punizione della maggioranza silenziosa. Quella maggioranza silenziosa, che lo scorso anno portò inaspettatamente il ‘polo’ a raggiungere nelle due province campane, Avellino e Benevento, circa il 48% dei consensi, deve essere la valutazione dei fatti e degli eventi che hanno caratterizzato la politica interna ed estera del governo attuale. A volte la mobilitazione non serve, servono invece riflessioni e considerazioni che non possono che essere che amare alla luce di cotanto sfascio. Ed i drappi arcobaleno??? Quelli ‘avanzati’ lasciamoli anche esporre dopo queste righe; sarà la dimostrazione del loro ‘impegno politico’. Come semplice consigliere di opposizione, invito tutti i miei comprovinciali ad una verifica ben sapendo ora che, vivaddio, non siamo pochi a contestare e dimostrare ma senza quelle bandiere e senza quei drappi, senza scudi e senza biglie ma con parole garantite da certezze

Luigi Vannetiello Consigliere Provinciale di Alleanza Nazionale

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