L’ex Salvatore Vullo: “Il lavoro e l’impegno saranno ricompensati”

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Da “Il Biancoverde” n. 10 del 25/10/2013

Fu l’artefice della promozione in B di Crotone della vecchia Unione Sportiva Avellino nel campionato 2002 – 2003. Il club irpino non gli rinnovò il contratto ed ingaggiò Zdenek Zeman; nel prosieguo della stagione 2003-04 subentrò a Sauro Trillini, sulla panchina di serie C1 della Sambenedettese. Poi, le esperienze con la Juve Stabia, il Marcianise, l’Olbia. Salvatore Vullo torna in Irpinia il 15 febbraio 2011. Fortemente voluto dal Presidente dell’A.S. Avellino Walter Taccone, il tecnico siciliano ha un compito importante: traghettare i lupi ai playoff e soprattutto vincerli risalendo in C1. Dopo l’esonero di Marra, autore proprio del celebre gol di Crotone nel 2003, Vullo torna sulla panchina dell’Avellino. E lo fa dopo ben otto anni. Carattere particolare, buon motivatore. La squadra si piazza al quarto posto in classifica e perde i play off promozione nella doppia finale contro il Trapani: i biancoverdi, dopo una vittoria interna per 2-1, perdono 3-1 nella partita di ritorno. Il 23 agosto 2011 viene esonerato dalla società irpina, a pochi giorni dall’inizio del campionato. Nel 2012-2013 torna ad allenare: l’8 novembre subentra sulla panchina del Nuovo Campobasso in Seconda Divisione, portando la squadra alla salvezza. Vullo, però, resta legato all’Irpinia e continua a seguirne le sorti a livello calcistico. Spende parole di elogio l’ex trainer dei lupi sul campionato di Serie B 2013/2014 targato Massimo Rastelli: “L’Avellino, nel torneo cadetto, sta impiegando l’entusiasmo della neopromossa – dichiara -. Sta sorprendendo parecchi scettici e si sta rivelando una vera e propria sorpresa. I risultati che stanno venendo fuori sono, senza dubbio, i prodotti di una semina fruttuosa di chi lavora dietro le quinte. L’Avellino ha una società seria che segue una programmazione coscienziosa. E’ una piazza che ha fatto calcio a livelli importanti ed è giusto che il lavoro che sta maturando, non venga smarrito, ma investito senza esasperare il sogno Serie A. E’ una categoria che arriverà nel tempo, ma è necessario mantenere la calma ed i piedi ben saldi a terra. Il campionato di Serie B è lungo e soprattutto duro – prosegue – e i valori delle avversarie non sono ancora usciti fuori del tutto. Squadre come Palermo e Siena, sicuramente molto forti a livello tecnico tattico, sono, a mio avviso, maggiormente accreditate al salto nella massima serie. D’altronde figurano tra le retrocesse anche se pure il Lanciano sta dicendo la sua in questo torneo. La Virtus sta costruendo una solida base per una salvezza tranquilla e darà filo da torcere a molte avversarie. Lo stesso Avellino, anche se diverso come struttura e passato calcistico, rappresenterà un’insidia per questa categoria. Credo che l’arma vincente, quest’anno, sia la continuità nel lavoro. L’impegno paga sempre e Rastelli, che non conosco benissimo, credo sia un tecnico diligente, zelante che – ripeto – insieme all’intero staff e alla società, sta raccogliendo i suoi frutti. L’Avellino, poi, ha un pubblico straordinario, che sa spingerti a fare bene e stimolarti col suo sostegno”. Se ogni gruppo ha un leader? “Secondo me i leader non esistono – conclude Vullo -. Si formano automaticamente all’interno di un gruppo. Chi fa i gol, tanti gol, come Castaldo, lo diviene inevitabilmente. Gigi è un trascinatore, lo conosco dai tempi della Juve Stabia. E’ un attaccante dai grandi valori e adora giocare a calcio. E’ un uomo importante anche per lo spogliatoio, propende molto ad aiutare gli altri”.

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