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L’ex presidente Violante: il mondo vive una transizione dalla democrazia verso l’ignoto

BAIANO- “Stiamo vivendo, non sempre consapevolmente, una fase di transizione dalla democrazia verso l’ignoto. Prenderne atto ed esaminarne gli aspetti può aiutarci a ricostruire la democrazia”. E’ approdato a questa prima conclusione la Lectio Magistralis che l’ ex presidente della Camera Luciano Violante ha tenuto ieri mattina nel Teatro Colosseo di Baiano per inaugurare la II Edizione della Scuola di Educazione Politica organizzata da Franco Vittoria, direttore scientifico della Scuola e dal docente Sandro Staiano, presidente emerito dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti. Una lezione che prende spunto anche dall’ultima opera del presidente di Multiversity, scritta a quattro mani con l’ex Guardasigilli Marta Cartabia,
“La democrazia non esiste in natura. Lezioni di storia politica in difesa dei valori comuni”. Violante e’ partito proprio dal nuovo corso della storia mondiale, che viaggia verso l’hard power (il potere duro) per analizzare la regressione della democrazia e la circostanza che solo in Europa possa ancora resistere. Partendo cioe’ da quello che scriveva il filosofo Eye sulla differenza tra soft power (il potere leggero) e hard power (il potere duro) :
“La forza di un Paese non sta tanto nella sua forza militare ed economica ma nella sua forza di convincimento attraverso stili di vita, cultura, cinema e canzoni- ha spiegato Violante- Tutto ciò che e’ potere leggero e convince gli altri che sono cose giuste. Quindi, questa capacità di persuasione a cui faceva riferimento Eye e’ in sostanza la capacita’ di persuadere gli altri non attraverso la forza ma l’espansione dei propri stili di vita. Forse le persone meno giovani ricorderanno dei film americani anni 50 in cui i protagonisti erano vestiti in frac dalla mattina alla sera, francamente improbabile no. O signore che dalle dieci di mattina giravano per casa con abiti lunghi. Abbiamo preso a modello quello stile di vita e nel vestire. Devo dire però che il soft power non è stato solo quello. C’e’ uno studioso francese che ha studiato la politica estera degli americani e lui ha scritto, ha studiato come nel corso del Ventesimo secolo gli Stati Uniti hanno organizzato e favorito attivamente 41 colpi di Stato in America Latina. Quindi non c’e’ stato soltanto un soft power. Oggi il clima è profondamente cambiato”. Il cambiamento e’ presto spiegato dallo stesso Violante: “Nel senso che “il soft power e’ un caro estinto e prevale l’hard power, il potere duro. Dobbiamo fare i conti con un nuovo assolutismo che spesso cataloghiamo come neo fascismo, ma che con il fascismo non c’entra proprio nulla. E’ un’altra visione del mondo. Mai come in questo momento stiamo assistendo all’intreccio tra politica e religione come strumento di potenza”. Qual è il punto di avvio di questa nuova visione del mondo. Per Violante la data che segna l’avvento di questa condizione di potere duro e’ il 24 febbraio 2022 con l’attacco della Russia all’Ucraina. “Un membro permanente del Consiglio delle Nazioni Unite, la Russia, ha infranto le regole che servono a garantire pace e sicurezza nel mondo che si era impegnata a garantire facendo parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Solo 40 paesi hanno approvato le sanzioni su 140, cioè la grande maggioranza dei Paesi non hanno approvato le sanzioni contro la Russia”. Da cosa è caratterizzato quello che Violante definisce un nuovo “autoritarismo”: “Multipolarismo al posto del multilateralismo, un’oligarchia dei soggetti forti e dei loro vassalli che determinano l’ordine mondiale attraverso l’imposizione dei loro interessi, superando istituzioni internazionali e regole comuni. Rifiuto del multiculturalismo, tutela delle gerarchie, rifiuto esplicito della democrazia, perché ritenuta inconcludente e conflittuale. La legittimazione della politica attraverso la religione”. E ha aggiunto: “stiamo vivendo, non sempre consapevolmente, una fase di transizione dalla democrazia verso l’ignoto. Prenderne atto ed esaminarne gli aspetti può aiutarci a ricostruire la democrazia. Un segno inequivoco del mutamento e’ nel linguaggio del presidente Trump. Usa per la prima volta per un Capo di Stato un linguaggio brutalista, antiestetico, anticonvenzionale, volgare. Un linguaggio del tutto differente rispetto al linguaggio tradizionale dei capi di stato. Ma non si tratta di maleducazione. E’ il nuovo corso dell” hard power. “l’unico limite al mio potere è la mia moralità, non ho bisogno del diritto internazionale” (a proposito della Groenlandia); “è la missione che determina l’alleanza” (scritto nel rapporto sulla strategia internazionale)
LA DEMOCRAZIA NON ESISTE IN NATURA
“La democrazia non e’ come una montagna o un albero, la democrazia va costruita”. E’ quello che l’ex presidente della Camera ha ricordato alla platea deo “Colosseo”: “La democrazia non è costruita per i giorni di festa. Serve a frenare il sopruso nei giorni di tempesta. Quando i diritti degli Stati e dei cittadini sembrano più in pericolo, la democrazia motiva la reazione, respinge la violenza, aiuta a riscostruire un ordine nel quale ognuno possa esercitare responsabilmente la propria libertà . Stiamo attraversando un cambiamento d’epoca. Navighiamo lungo linee di frattura. Tutto quello che era valido, sicuro e condiviso appartiene al passato. Ma quel passato non può tornare perché ne sono cambiate le condizioni. Si deve costruire un ordine nuovo. La democrazia serve a contrapporre l’eguaglianza alla discriminazione, il senso del limite all’abuso, la giustizia sociale alla subordinazione, il multilateralismo, fondato sul consenso e sul reciproco rispetto, al multipolarismo, gestito da poche potenze militari egemoni”. Aerre

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