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L’ex biancoverde Apuzzo: “Avellino merita traguardi importanti”

Da “Il Biancoverde” n. 35 del 16/05/2014

La carriera:
ha vestito le casacche di: Nocerina in C1 (1999/2001 – 1 presenza), Terzigno in Serie D (2001/2002 – 9 presenze), Ariano Irpino in Serie D (2002/2003 – 28 presenze), Battipagliese in Serie D (2003/2004 – 19 presenze), Siracusa in Serie D (01/2004 – 5 presenze), Manfredonia in C2 poi in C1 (2004/2007 – 3 presenze), Melfi in C2 (01/2007 – 4 presenze), Igea Virtus in C2 (2007/2008 – 10 presenze), Monza Brianza in C1 (01/2009 – 2 presenze), Casertana in Serie D (2010/2011 – 7 presenze), Viribus Unitis in Serie D (2011/2012 – 5 presenze), Nuvla San Felice in Serie D (12/2011 – 18 presenze), Sant’Antonio Abate in Serie D (2012/2013 – 29 presenze e 1 rete) e Vico Equense in Serie D (2013/2014 – 26 presenze). Il portiere di Castellamare di Stabia Matteo Apuzzo, classe ’82, ha militato nell’Avellino nella stagione sportiva 2009/2010, in Serie D, collezionando ben 17 presenze.

Conservi un ricordo positivo della tua esperienza calcistica in biancoverde?
“Solo ricordi positivi. Dal punto di vista calcistico fu un’annata incredibile. Ricordo, in modo particolare, l’affetto ed il calore dei tifosi biancoverdi che continuo a stimare tantissimo. I risultati non furono quelli sperati però conservo un ottimo ricordo di Avellino e continuo, nel mio piccolo, a sostenere quei colori. Un palcoscenico prestigioso con una piazza calda e soprattutto competente di calcio. Gente molto esperta, che ha vissuto delle annate notevoli in passato, che ha fame di risultati e che merita di rivivere qualcosa di veramente importante”.

Riuscisti a conquistarti un posto da titolare nell’Avellino a campionato inoltrato. Un periodo di grande soddisfazione per te?
“Assolutamente, soprattutto perchè arrivai in Irpinia con altri presupposti. L’impegno e il sacrificio, però, furono premiati. All’epoca, poi, giocavamo con cinque under e la situazione, per noi portieri, era abbastanza complicata. Tuttavia, riuscii a prendermi delle grandi soddisfazioni”.

La partita con la casacca biancoverde che non hai dimenticato?
“Ce ne sono due. La prima, e la ricordo in positivo, è la semifinale play off con il Trapani che durò 120 minuti; la seconda, in negativo, è la finale play off con la Vigor Lametia”.

Continui a seguire le sorti dell’Avellino?
“Certo. Salvo impegni calcistici, mi capita di guardare anche delle partite alla tv”.

Ti aspettavi di vederlo in Serie B dopo pochi anni e soprattutto in quella posizione di classifica?
“Beh, per come è stata organizzata la stagione a livello societario, non mi meraviglia. Avellino ha una dirigenza seria e competente alle spalle che ha fatto un lavoro importantissimo. La squadra è viva, dinamica e soprattutto motivata. Plausi e meriti anche all’allenatore che ha saputo dare una sua impronta a questo gruppo che gli sta permettendo di conseguire risultati importanti”.

Sei rimasto in contatto con qualcuno dei tuoi vecchi compagni di squadra?
“Sì, in particolare con Angelo D’Angelo. Ci sentiamo spesso e, d’estate, ci vediamo al mare. Ad Ascea. Lui è originario del Cilento ed io ho casa lì. E’ un vero piacere ritrovarci se gli impegni ce lo permettono”.

Credi che l’Avellino andrà a disputare i play off?
“Da tifoso spero vivamente di sì anche se il campionato di Serie B è veramente imprevedibile, oltre ad avere una classifica cortissima. Possiamo, tuttavia, aspettarci di tutto. Preferisco non fare pronostici ma spero, con tutto il cuore, possa raggiungere questo obiettivo. Lo merita sia la gente che la società”.

In bocca al lupo per la tua nuova squadra: il Vico Equense…
“Crepi il lupo. Domenica disputeremo i play out contro il Grottaglie. Ce li siamo un pò cercati. E’ stata un’annata difficile e sfortunata. Siamo partiti con una squadra importante poi, per varie vicissitudini societarie, abbiamo dovuto ridimensionare il tutto ed ora ci ritroviamo in una situazione che non ci auguravamo”.(di Anna Vecchione)

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