Lettera aperta di Gresta ad Avellino, ai tifosi, ad amici e…

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Un mese fa era stato designato da Menotti Sanfilippo capo allenatore della Scandone 2007/2008. Oggi Gigio Gresta non fa più parte della famiglia biancoverde. Questo perché il cambio di gestione ha fatto altre scelte tecniche. Ma il coach marchigiano ha Avellino e l’Irpinia nel cuore. Questa terra è un po’ la sua seconda casa e per questo motivo ha voluto salutare tutti tifosi, amici, ‘nemici’ e conoscenti attraverso questa lettera. “Dunque per la nuova avventura dell’AIR Scandone non ci sarò. Vorrei allora approfittare di questo spazio per dire a tutti che, comunque, quella passata ad Avellino è stata una bella esperienza di cui sono grato a molti. Ai tifosi, innanzi tutto, ed in particolare agli Origina Fans, gli “integralisti” della Scandone. Siete una bellissima compagnia legata non solo dalla passione per il basket, ma dall’amicizia che è facile respirare fra voi. È stato per me un piacere “rubare”, di tanto in tanto, questa compagnia… Saluto anche tutto il pubblico della tribuna che fra un “metti quello” e un “togli quell’altro” è stato sempre pronto a rispondere positivamente nei momenti importanti delle partite. Desidero salutare pubblicamente la “vecchia” società e ringraziarla per avermi consentito di tornare ad Avellino e rinsaldare il legame che mi unisce a questa città. È stata un’esperienza più breve del previsto, ma ciò non cambia la mia gratitudine per Carmine e l’Avv. Preziosi. Alla “nuova” società auguro di portare i colori bianco-verdi ancora più in alto. Negli anni ottanta e novanta un gruppo di amici è riuscito a scalare la montagna ed arrivare fino alla serie A conservandola. Chissà che ora nuovi amici, con un colpo di reni, non riescano a far godere per la prima volta ai tifosi la gioia dei play-off. Peccato che non possa parteciparvi io come attore. Ma si sa come vanno queste cose ed ho capito la difficoltà di Vincenzo e Luigi Ercolino nel chiedermi il “divorzio”. Desidero salutare tutti gli uomini ed ancor più le ‘donne’ della carta stampata e delle TV. Con me siete stati sempre molto corretti e, in alcune situazioni, anche misericordiosi. Spero continuiate a remare sempre tutti nella stessa direzione non dimenticando mai che, se si ha la possibilità di parlare e scrivere di pallacanestro di serie A ad Avellino, è solo grazie alla Scandone. E poi, ovviamente, penso a tutti i compagni di viaggio ed in particolare Gianluchino De Gennaro (lo chiamo con il diminutivo perché so che si arrabbia), Nino, il Prof. Maietta, Mariella, Gegè, i dottori ed i magnifici 4 super eroi della sede: Rossella, Didò, Giò e Gaetano. Senza di loro si fermerebbe tutto. Un saluto, poi anche allo staff del palazzetto dello sport che, con una grappa e qualche tartufo, mi ha viziato per tutto l’anno. Infine un grazie forte e sentito a Menotti: mi ha ripreso in un momento molto difficile della mia carriera mostrandomi fiducia. Ho cercato di fare di tutto e di più per meritarmela questa fiducia lavorando come meglio potevo. E la cosa bella è stata che, fra un litigio e l’altro, un “vaffa…” ed altro, il sentimento che mi lega a lui si è fatto più stringente e vero. L’avermi indicato come possibile nuovo allenatore della Scandone per me è stata l’implicita risposta affermativa alla domanda che avrei sempre voluto fargli e che non ho mai avuto il coraggio di fare: “sto rispondendo alle tue aspettative?”. Grazie Menò. C’è una canzone di Morandi che mi piace tantissimo. Dice: “…se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno sei finito non ci credere…”. Non striscio e non mi sento finito. Lascio Avellino non per demeriti professionali o incompetenza. Quella passata è stata per me una delle stagioni in cui penso di essermi meritato di più la pagnotta. Ma a volte basta un… COLPO DI BORA per mandare tutto all’aria. Passerà anche questa…”
Arrivederci a tutti e… Forza lupi

Gigio Gresta

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