Irpinianews.it

Lengua(Pd): “Comuni in ginocchio, si taglino i costi della politica”

“Il centrodestra sta costringendo i sindaci a mettere le mani nelle tasche dei cittadini! Questo governo continua a scaricare sugli enti locali il peso della propria inadeguatezza e delle contraddizioni di una maggioranza allo sbando capeggiata da un premier a tempo perso, impegnato principalmente ad arricchire il proprio harem”. Così il segretario provinciale del Pd Caterina Lengua. “Approvare una manovra, impostata in gran parte sui tagli agli enti locali, è stata una scelta sbagliata e per certi versi irresponsabile, che non può trovare giustificazione nella pur legittima esigenza di arginare il deficit dello stato. Ancora una volta, in buona sintesi, si decide di far pagare agli enti locali l’onere di un debito pubblico che, come certificato dalla Banca d’Italia, non può appartenere ad un sistema delle autonomie che, numeri alla mano, risulta solido e virtuoso. La decisione, maturata a seguito della protesta di migliaia di sindaci, di stralciare dalla manovra la sciagurata soppressione di oltre mille consigli comunali, seppur positiva, si accompagna, per un verso, all’infelice rinvio delle misure necessarie a ridurre i costi della politica, per l’altro ad una serie di misure che mirano a comprimere in maniera drammatica l’offerta di servizi da parte degli enti locali e che dunque finiranno con il pesare su quelle fasce di popolazione maggiormente colpite dalla crisi economica. Se si manda in soffitta l’ipotesi di una significativa riduzione del numero delle province, si decide però di prefigurarne la totale e sbagliata abolizione attraverso una legge costituzionale i cui tempi ed esiti nessuno è in grado di prevedere. Analogo discorso vale per il dimezzamento del numero dei parlamentari e per il ridimensionamento del loro status economico. Di contro, si procede con determinazione e celerità nell’eliminare i gettoni dei consiglieri comunali, già oggi, soprattutto nei piccoli comuni, equivalenti sostanzialmente a zero. In tale quadro, nonostante l’annuncio di un minor taglio, pari a circa due miliardi di euro, rimane il drammatico problema della tenuta delle casse comunali: gran parte degli amministratori si troveranno nell’impossibilità di rispondere alle esigenze delle rispettive comunità e si vedranno costretti da questo centrodestra ad aumentare le tasse locali. Dinanzi a questa ulteriore operazione di macelleria istituzionale, il PD irpino esprime la propria solidarietà ai sindaci e agli amministratori locali che nel corso di questi anni difficili si sono spesi a favore dei propri cittadini svolgendo una preziosissima azione di servizio alle comunità; ribadisce l’intangibilità dei piccoli comuni quali nucleo primario nel quale si insedia e si cementifica il rapporto democratico tra cittadini ed istituzioni; riafferma la necessità di una profonda riorganizzazione del sistema di gestione associata dei servizi e l’esigenza di una drastica riduzione del numero delle province, abbinata ad una più precisa definizione dei loro compiti, così come previsto dalla proposta di legge PD. In tale quadro, non è più rinviabile un incisivo intervento che punti a ridurre i costi della politica attraverso il dimezzamento dei numeri dei parlamentari e il ridimensionamento del loro status economico. Il Partito Democratico della provincia di Avellino, infine, s’impegna a favorire attraverso le proprie rappresentanze istituzionali e le proprie strutture d’insediamento territoriale, la più ampia e approfondita discussione per la definizione di un nuovo modello di governo locale in grado di coniugare gli obiettivi dell’efficienza, del contenimento della spesa e di ottimizzazione dei risultati, con il rispetto delle peculiarità storiche e territoriali. All’indomani dell’assemblea provinciale del Partito – conclude Lengua – avvieremo su questo argomento un lavoro che coinvolgerà tutti i protagonisti impegnati nelle istituzioni, nazionali e locali, al fine di elaborare un progetto coerente con le esigenze delle nostre comunità e finalizzato alla ridefinizione del sistema del governo locale”.

Exit mobile version