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Le Terre Irpine DOCG ‘in mostra’ a Vico Equense

Domani alle ore 10.30 a Vico Equense si discuterà del Progetto Integrato Rurale “Le Terre Irpine D.O.C.G.” ed in particolare si focalizzerà l’attenzione sul progetto pilota legato a questa iniziativa, la Scuola di Arti e Mestieri del vino da attivare nella struttura del Mulino Giardino delle ex Miniere di Tufo.
A tale progetto è dedicato un workshop, presenziato da Palerio Abate, Presidente della Comunità Montana del Partenio, e da produttori dell’area, che si terrà nell’ambito del convegno conclusivo de “La festa a Vico 2008”, riconosciuto appuntamento annuale di rilevanza nazionale ed internazionale, dove si riuniscono i principali rappresentanti del settore turistico-enogastronomico di eccellenza.
La Scuola di arti e mestieri del vino nasce in Irpinia con l’intento di offrire al territorio una struttura di interesse nazionale costruita sulle vocazioni territoriali e che quindi rappresenti un motore per lo sviluppo locale fondato sulle tipicità di eccellenza riconosciute e anche di volano per un turismo rurale di qualità.
In un’area in cui la produzione di tre vini D.O.C.G. (Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi) costituisce l’elemento unificatore e distintivo, la realizzazione di una struttura così concepita vuole stimolare ad un utilizzo sostenibile delle risorse territoriali.
L’obiettivo è quello di creare un organismo permanente per la formazione di professionalità legate al mondo della vino (come maestri bottai, potatori, addetti alla gestione dei terreni, cantinieri, ecc.), capaci di rafforzare la filiera vitivinicola, radicando sul territorio fasi e competenze funzionali all’intero processo produttivo ed al suo sviluppo competitivo.
Un laboratorio, un luogo che rappresenti un connubio tra passato e presente in prospettiva futura.
La sede della Scuola di Arti e Mestieri del Vino è stata individuata all’interno della struttura Mulino-Giardino delle ex miniere di zolfo di Tufo, di proprietà della Provincia di Avellino e dei Comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Petruro Irpino e Torrioni. La struttura, in corso di recupero funzionale a cura della Comunità Montana del Partenio, è un interessante esempio di archeologia industriale.
La scelta del luogo non è casuale, un filo rosso collega il passato al presente. Lì dove si estraeva lo zolfo che proteggeva le viti dai parassiti, ora si pensa di creare una scuola di arti e mestieri del vino, intesa come centro di formazione, di ricerca e di incontro, per preservare e trasferire le tecniche che tutelano il territorio ed il paesaggio e si candida quale punto di riferimento per il settore vitivinicolo.
Questa iniziativa vede la partecipazione diretta delle aziende vinicole irpine, da sempre attive nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo locale per la conservazione delle piante, dei giardini e delle vecchie vigne.
Alla nascente Scuola unitamente ai suddetti promotori, ai produttori vinicoli ed ai proprietari della struttura, hanno già manifestato l’intenzione di partecipare l’Associazione Nazionale Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Le aziende vitivinicole irpine avranno un ruolo di primo piano offrendo il loro apporto anche con la realizzazione di Fattorie viticole pilota per una corretta formazione, dei più giovani e non, attraverso la realizzazione di campi sperimentali durante i quali si trasferiranno le nozioni sulle tecniche necessarie nei vari steps del processo vitivinicolo.
Il workshop e le attività di promozione e comunicazione collegate sono realizzate dalle società Plansud (AV) e Investimenti e Sviluppo (Napoli), la C.M. Partenio è il soggetto responsabile dell’iniziativa. (di Italia Manzione)

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