Le ragioni del Pd di Montella sulla vicenda Chiaradonna

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Montella – Riceviamo e pubblichiamo una nota del coordinamento cittadino del Pd di Montella in merito alla bagarre politica che si sta consumando nel comune irpino intorno la figura del vicesindaco Carmela Chiaradonna.
“L’ex assessore regionale Rosetta d’Amelio, in riferimento al documento politico firmato dal coordinamento del Pd di Montella, senza conoscere bene né i fatti né le persone, si è preoccupata di esprimere solidarietà alla “donna” Carmela Chiaradonna ed ha usato parole gravi è offensive, nei confronti del coordinamento del Partito Democratico di Montella. Reo, secondo Lei, di aver richiesto al sindaco la revoca dalla carica di assessore e vice sindaco alla sig.ra Carmela Chiaradonna. D’Amelio, non ha nessun diritto di definire “incompetenti” e “pseudo dirigenti che non conoscono le regole statutarie”, persone che hanno esperienza politica, che hanno una limpida, come pochi, storia politica alle spalle e che, purtroppo per Lei, non la pensano al Suo stesso modo. Le facciamo rilevare che chi non conosce le regole del partito democratico, ma soprattutto le regole su cui fonda le basi la democrazia è la sig.ra Chiaradonna, che Lei si è affrettata a difendere ed esprimerLe la Sua solidarietà. La dirigente provinciale sig.ra Chiaradonna, già di area Bassoliniana, ex corrente di cui Lei è stata un punto di riferimento in Irpinia, dovrebbe sapere che in democrazia, conta la volontà delle persone e non l’arroganza o la prepotenza di svolgere un ruolo politico ad ogni costo, calpestando le regole della democrazia. Nel caso in cui Lei l’avesse dimenticato, Le ricordiamo che la sig.ra Chiaradonna, anche in passato, quando faceva parte dei Democratici di Sinistra, si è resa protagonista di simili squallide vicende. Lei, sfiduciata da un intero partito, quello dei Democratici di Sinistra, ebbe a proseguire caparbiamente per la sua strada senza avere il pudore di dimettersi dalla carica di vice Sindaco. Carica, badi bene, non conferitale dall’elettorato, ma dai Democratici di Sinistra di cui Lei era un rappresentante.
Ma tornando all’attualità, Le ricordiamo che il coordinatore Franco Chieffo è stato eletto democraticamente dalla maggioranza dei componenti del Pd e, chi mastica anche un po’di democrazia, ha l’obbligo di riconoscerlo come tale. Se poi, in sede di elezione del coordinatore, per assurdo, siano state violate norme statutarie o principi etici del partito, si sarebbe e si può sempre ricorrere alle commissioni regionali di garanzia previste dallo Statuto e mi rivolgo a Lei che lo Statuto dovrebbe conoscerlo bene.
Non è giustificabile che problemi, se mai questi sarebbero esistiti, che investono le regole interne di un partito siano oggetto di manifesti pubblici creando, a Montella, difficoltà ed imbarazzo in tanti dirigenti e ledendo gravemente l’immagine del neonato partito democratico. Per concludere il coordinamento non ha chiesto le dimissioni di Chiaradonna da dirigente provinciale, sarebbe stato un atto ingenuo da parte nostra, ha manifestato, invece, che non si sente rappresentato in seno alle istituzioni locali dalla sig.ra Chiaradonna e per tale motivo ha richiesto al Sindaco la revoca dalla carica di assessore e vice sindaco. Ruolo, quello di vice Sindaco e assessore, che svolge, non per volontà dell’elettorato, ma su delega del sindaco, ma, soprattutto, su indicazione da parte della dirigenza locale di un partito”.

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