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La squadra. Sul piano della qualità tecnica, gli addii di Garofalo, Bianchi e Babacar su tutti hanno indebolito l’intelaiatura a disposizione di Novellino. I pali sono difesi ancora da Pinsoglio, davanti al quale sono stati confermati capitan Zoboli, Cionek (libero dopo il fallimento del Padova a cui era tornato per fine prestito), Marzorati e Manfrin, con l’unica novità di Tonucci acquistato a inizio ottobre sul mercato degli svincolati. Sulle fasce, però, non c’è più l’esperienza di Garofalo e Potenza. A centrocampo, perso Tommaso Bianchi al centro (giustiziere dell’Avellino qualche mese fa e volato poi al Leeds di Massimo Cellino con Antenucci e Bellusci) e il talento Salvatore Molina (finito all’Atalanta) sulla fascia destra, il diesse Massimo Taibi è intervenuto assicurandosi rispettivamente l’ex Siena Schiavone e l’ex Trapani Nizzetto, oltre al mediano nigeriano Osuji, anche lui come Cionek arrivato grazie alla Caporetto patavina. Punto fermo della mediana è il ghanese classe ’92 Salifu. La corsia di sinistra è affidata come nello scorso torneo all’ex Torino Matteo Rubin. In attacco è lunga la lista dei nomi nuovi accanto al “Diablo” Pablo Mariano Granoche, orfano di Babacar, esploso in cadetteria lo scorso anno e ora terminale della Fiorentina. Acosty (scuola viola anche lui), Beltrame (vivaio Juventus), Gatto (uscito dal settore giovanile del Verona), l’ex Spezia e Verona Nicola Ferrari, oltre a Marsura (ex FerapiSalò) e Luppi (proveniente dai dilettanti della Correggese con cui ha segnato una valanga di reti nell’ultimo campionato di D): tutti insieme appassionatamente per cercare di fornire più di un’alternativa a Novellino che, oltre a Babacar, ha dovuto salutare anche Mazzarani (passato alla Virtus Entella) e Doudou Mangni (ora al Latina).
Il modulo. 4-4-2 classico per l’ex tecnico di Sampdoria, Torino e Napoli. Difesa esperta, centrocampo arcigno ed un attacco che fa leva sul potenziale realizzativo di una punta come Granoche che dà del tu al gol. L’unica variante, apportata dal trainer originario dell’Irpinia, può essere il 3-5-2 che automaticamente si trasforma in 5-3-2 in fase di non possesso.
La curiosità. Il Modena ha perso soltanto una volta in casa contro l’Avellino. Era la stagione 1977/78, quando i lupi espugnarono l’Emilia con un gol del capitano Adriano Lombardi (0-1). Nelle altre otto occasioni, invece, sette successi canarini ed un solo pareggio a reti inviolate.