L’avversario – L’impronta di Fabrizio Castori lungo la Via Emilia

0
116

Spumeggiante e sbarazzino. Il Carpi che si è proposto per la seconda volta in cadetteria, si è piazzato subito tra le big con il secondo miglior attacco del torneo. Merito di un calcio offensivo e divertente praticato da un veterano come Castori che, dopo la delusioni di Varese e Reggio Calabia, vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista. Così, raggiunto lo scorso anno l’obiettivo minimo della permanenza nella nuova categoria, adesso gli emiliani vogliono farsi largo tra le certezze del campionato, agevolati dall’equilibrio che regnerà sovrano fino all’ultimo.

La squadra. Tutto sommato il club biancorosso non ha stravolto l’assetto della passata stagione con diversi uomini chiave rimasti a corte. Discorso a parte, però, merita la porta. L’eredità di Kovacsik è stata raccolta da Gabriel, prestato dal Milan, ma solo dopo alcune tribolate vicende. Il titolare, infatti, sembrava dover essere Kelava, il quale però dopo la panchina di Crotone alla seconda giornata ha deciso di tornare alla casa madre, l’Udinese. Il parco portieri poi ha dovuto subire un altro scossone con il grave infortunio occorso a Dossena, rimpiazzato la settimana scorsa dall’ex Grosseto Maurantonio.
In difesa, invece, l’asse portante composto da Gagliolo, Poli, Romagnoli e Letizia è stato integrato dall’atalantino Suagher, reduce dalla brillante stagione in prestito al Crotone, da Struna (Palermo), Sabbione (Nocerina) e Nava, anche lui giunto dalla Dea.
A centrocampo, rilevante la perdita di Memushaj. I volti nuovi sono Laner (Novara), Gatto (Chievo), il gioiellino classe ’94 della Roma Matteo Ricci (con caratteristiche da mezza punta) e il prospetto clivense Mbaye, tenuto in grossa considerazione da Castori dietro i confermati Bianco, Lollo e Porcari.
L’attacco si è indebolito con gli addii di Sgrigna e Ardemagni, ma Castori per il suo tridente si è accontentato della conferma di Concas, Mbakogu e Di Gaudio, con le novità Embalo (Palermo), Pape Dia (Udinese, altro ex Avellino) e Kevin Lasagna, arrivato dai dilettanti mantovani della Governolese.

Il modulo. L’idea tattica di Fabrizio Castori non poteva non essere il 4-3-3. A maggior ragione con a disposizione calciatori rapidi e abituati al sacrificio che un’impostazione di questo tipo richiede. Di Gaudio, Mbakogu e Concas si conoscono alla perfezione e, pertanto, non è stato difficile incastonarli sulla linea avanzata.

La curiosità. L’esterno partenopeo classe ’90 Gaetano Letizia è stato lanciato nel professionismo dal direttore sportivo dell’Avellino Enzo De Vito, che nel 2010 lo portò all’Aversa Normanna. Letizia veniva da un’ottima stagione in Serie D con il Pianura. Dopo due stagioni in Terra di Lavoro, fu il Carpi a mettergli gli occhi addosso nell’estate precedente al trionfale campionato di Lega Pro che si concluse con la vittoria della finale play-off con il Lecce.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here