Irpinianews.it

L’avversario – Il passo di Sannino nel tango argentino sotto l’Etna

Una mesta retrocessione a fare da contraltare a otto anni di onorata massima serie. Abituato a palcoscenici più prestigiosi, il Catania si è ritrovato a riorganizzare la risalita con non poche difficoltà. La partenza nel torneo cadetto, infatti, è stata da dimenticare. Lo sa bene Maurizio Pellegrino, sostituito in panchina dopo tre giornate da Giuseppe Sannino. L’ex tecnico di Varese, Siena, Palermo, Chievo e Watford, dopo cinque partite di ambientamento, ha ingranato le marce altre negli ultimi 180’. L’en plein di punti con Vicenza e Virtus Entella basta come premessa per un prosieguo di stagione da protagonista recuperata.

La squadra. Ai piedi dell’Etna il tango argentino non passa mai di moda. E non potrebbe essere altrimenti con l’avvento del procuratore Pablo Cosentino nel ruolo di amministratore delegato del club di Antonino Pulvirenti. Nonostante le partenze illustri dei vari Andujar, Barrientos, Alvarez, Bergessio, Maxi Lopez e Izco, i rossoblu hanno rimpolpato la colonia argentina con la prassi consolidata oramai da anni: dragare il mercato sudamericano.
Soltanto i pali parlano esclusivamente la lingua di casa nostra con il confermato Frison, l’ex Primavera Ficara e gli ex Avellino Terracciano (tornato dal prestito in Irpinia) e Anania (trasferitosi dal Livorno), quest’ultimi due attualmente ai box.
La difesa non ha subito mutamenti sostanziali, se non l’innesto dell’argentino – manco a dirlo – Gaston Sauro. L’ex Basilea ha integrato l’ossatura di un reparto privato di Alvarez, Bellusci e Legrottaglie, ma che allo stesso tempo può ancora affidarsi alle prestazioni di Spolli, Capuano, Gyomber, Monzon, Rolin e Peruzzi.
La mediana, invece, è stata più sollecitata in sede di calciomercato, alla luce degli addii di Guarente, Lodi e Plasil, oltre ai già citati argentini con caratteristiche offensive. Al fianco di Almiron, Castro e Fabian Rinaudo, ci saranno così le novità Calello (dal Chievo), Escalante (prospetto del ’93 giunto in prestito dal Boca Juniors), Filip Jankovic (dal Parma), Chrapek (dal Wisla Cracovia), Piermartesi (dall’Instituto de Cordoba) e soprattutto il brasiliano Martinho, nelle ultime due stagioni al Verona.
L’attacco è stato rinnovato con due garanzie come Rosina e Calaiò, mentre l’albanese Edgar Cani è stato trattenuto come vice dell’arciere ex Napoli. Il volto nuovo si chiama Marcelinho, brasiliano con una lunga esperienza in Grecia. E’ rimasto infine Sebastian Leto, uno dei più positivi nell’ultima sciagurata annata degli etnei.

Il modulo. Sannino inizialmente ha preferito non rivoluzionare l’assetto praticato dal suo predecessore, vale a dire il 4-3-3. Dopo la sconfitta interna con il Bari però il tecnico partenopeo ha mischiato le carte affidandosi ad un modulo più compatto come il 4-4-2. La duttilità degli elementi a disposizione, in ogni caso, consentono a Sannino di cucire l’atteggiamento tattico sull’avversario di turno.

La curiosità. L’unica vittoria in Irpinia del Catania risalte al 24 ottobre 1999, nel torneo di C1. I rossazzurri vincero 2-1 con le reti di Bennardo e Marziano che rimontarono l’iniziale vantaggio biancoverde firmato Trinchera. Il bilancio degli altri dodici confronti disputati ad Avellino è di otto successi dei lupi e quattro pareggi.

Exit mobile version