L’avversario – Gautieri, Gala e soci: le armi del Livorno zemaniano

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Una retrocessione da riporre in fretta nel dimenticatoio per riconquistare la massima serie al primo colpo. Il Livorno ha approcciato con questo spirito il torneo cadetto. La partenza è stata discreta: otto punti nelle prime cinque partite frutto di due vittorie e due sconfitte con un unico incidente di percorso, quello di Bari. Dopo la separazione da Davide Nicola, il presidente Aldo Spinelli ha puntato tutto su Carmine Gautieri, tecnico che la B la conosce da un paio di stagioni per aver allenato a Lanciano e Varese e che predilige un gioco offensivo. Starà a lui emulare il suo predecessore che due anni fa traghettò in Serie A i labronici dopo aver aggirato gli ostacoli Brescia ed Empoli ai play-off.

La squadra. Tornato Mazzoni dal prestito al Padova (dovrà raccogliere l’eredità di Bardi ora al Chievo Verona), il reparto difensivo , come d’altronde tutta la rosa, ha dovuto subire un notevole ridimensionamento. Via Rinaudo, Valentini, Piccini (in prestito dalla Fiorentina), Decarli (in prestito all’Avellino da gennaio), Castellini e Coda; dentro Bernardini, tornato dal Chievo, il giovane Gonnelli dalla vicina Pontedera e Maicon, retrocesso con la Reggina nella scorsa annata. Il brasiliano Emerson, capace di giocare anche davanti alla difesa e dotato di un gran tiro, Gemiti, Lambrughi e Ceccherini sono rimasti i pilastri.
In mediana, per far fronte degli addii di Greco, Benassi e Duncan, il club ha deciso di puntare sul ritorno di Belingheri con le novità Moscati (dal Perugia), Jelenic (anche lui dal Padova), Rafati (Genoa), Djokovic (Bologna) e Surraco, anche se quest’ultimo aveva già vestito l’amaranto nella stagione 2010/2011. Mosquera, Biagianti e soprattutto capitan Luci, che sta recuperando da un infortunio, rappresentano la continuità.
L’attacco è stato caricato sulle spalle dell’ex della gara Andrey Galabinov, che con Vantaggiato e Jefferson ha la pesante responsabilità di non dover far rimpiangere Paulinho. Siligardi e Cutolo, quest’ultimo ingaggiato dal Pescara, mettono al loro servizio estro e fantasia di matrice rigorosamente mancina.

Il modulo. L’influenza zemaniana, ricevuta ai tempi della Roma, si rispecchia nello scacchiere tattico di Carmine Gautieri. L’ex romanista è fautore di un 4-3-3 che ben si concilia con le caratteristiche del materiale umano a disposizione. Centrocampisti versatili e completi e due esterni d’attacco come Cutolo e Siligardi, o Belingheri all’occorrenza, capaci di mettere in crisi le difese avversarie con il loro potenziale offensivo.

La curiosità. Carmine Gautieri vanta un precedente che fece discutere non poco dieci anni fa. In Avellino-Atalanta del 6 gennaio 2004, l’attuale tecnico del Livorno militava tra le fila degli orobici e si rese protagonista di un episodio quanto mai singolare. Nel finale di gara, infatti, cancellò il dischetto del rigore al momento della battuta del penalty da parte di Capparella. Il centrocampista biancoverde andò a segno al primo tentativo, l’arbitro Dondarini fece ripetere e la palla si stampò sulla traversa. A seguito dell’ammissione di responsabilità nel post partita, Gautieri fu deferito assieme al suo club dal Procuratore Federale. A suo dire, agì per innervosire l’avversario prima della trasformazione.

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