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L’avversario – Blocco Siena e l’eredità di Breda per un Latina da A

Ripartire da una delusione mandata giù a fatica durante l’estate. Non è stato facile, ma è questo l’imperativo del Latina che adesso punta senza mezzi termini alla Serie A. Le premesse non sono state all’altezza dell’obiettivo: una vittoria all’esordio ritardato con il Crotone firmata dall’ex del match Sforzini e due pareggi esterni con Vicenza e Livorno. Polveri bagnate in attacco ed un potenziale complessivo dell’orchestra di Mario Beretta che stenta ad imporsi in maniera dominante sulla categoria. Come l’Avellino, seppur con le debite proporzioni di classifica maturata lo scorso anno, i nerazzurri sono chiamati alla consacrazione in un torneo duro e complicato da interpretare.

La squadra. Addii eccellenti compensati da arrivi di pari, se non addirittura maggiore, spessore. In porta Alessandro Iacobucci è tornato alla base (Parma), lasciando il suo posto a difesa dei pali all’interista Raffaele Di Gennaro che lo scorso anno ha stupito tutti al Cittadella. Il pacchetto arretrato è stato confermato in blocco e rinforzato con il valore aggiunto apportato alla causa da Paolo Hernan Dellafiore, a spasso dopo il fallimento del Siena al pari di Angelo e Valiani, puntelli del centrocampo a disposizione di un altro ex della Robur come Beretta. Il brasiliano sulla destra a raccogliere l’eredità di Ristovski e la mezz’ala pistoiese in quello che era il ruolo di leader di Morrone. Partito Karim Laribi, passato al Bologna via Sassuolo, il club pontino è riuscito a bissare il prestito dalla Roma del gioiellino dell’Under 21 di Di Biagio Federico Viviani. Un altro volto nuovo è Sbaffo, retrocesso con la Reggina, ma di proprietà del Chievo che lo ha girato nel Lazio. Sulla fascia mancina Andrea Rossi (dal Pescara, in alternativa Ashong) ha sostituito Alhassan, che l’Udinese ha deciso di tenere in organico dopo l’esaltante stagione al “Francioni”.
L’attacco infine, nonostante le illustri partenze di Jonathas (Elche), Jefferson (Livorno) e Ghezzal (Parma), resta tra i più competitivi del campionato grazie alla permanenza di Paolucci e agli arrivi di Pettinari (dal Parma), Petagna (dal Milan) e Sforzini (dal Pescara).

Il modulo. Nessuna rivoluzione da parte di Beretta. Il marchio di fabbrica rappresentato dal 3-4-3 è stato accantonato per tracciare una linea di continuità rispetto all’era Breda. L’impostazione tattica, pertanto, è sempre il 3-5-2.

La curiosità. Oltre al Latina, anche il suo tecnico vanta una tradizione positiva nei confronti con l’Avellino. Il bilancio per Beretta infatti è di tre vittorie e una sconfitta. Sulla panchina del Siena nella scorsa stagione fu 3-0 all’andata per i bianconeri e 1-0 nel return match del “Partenio-Lombardi”. Nell’annata 2003/2004 alla guida della Ternana, invece, pareggiò prima al “Liberati” 2-2 e poi si impose in Irpinia 2-0.

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