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La squadra. Rispetto al match di Tim Cup dello scorso 23 agosto, il Bari si presenterà con tre volti nuovi ed uno che ha abbandonato per il salto di categoria. Quest’ultimo è Joao Silva, che il Palermo è riuscito a tesserare nelle ultime convulse fasi del calciomercato estivo. I rosanero se lo sono aggiudicati soltanto grazie ad un ricorso alla commissione federale, dopo il deposito del contratto avvenuto 26 secondi oltre la chiusura della sessione all’Ata Hotel Executive di Milano. Prima, era tornato capitan Donati, reduce da un’annata al Verona. Con lui il laziale Minala, finora noto soltanto per il tam tam creatosi attorno alla sua carta d’identità, ed il polacco della Fiorentina Wolski, quest’ultimo in grado di agire sia da mezza punta che da esterno d’attacco. Tra le altre novità importanti, già messe in mostra nel precedente di fine agosto, c’è sicuramente la zanzara De Luca, fiore all’occhiello della campagna acquisti.
Il modulo. Dalla quarta giornata, Mangia ha messo da parte il 4-4-2 per affidarsi al 4-3-3, modulo che si adatta maggiormente alle caratteristiche dei calciatori a disposizione dell’ex tecnico dello Spezia. In termini di fantasia ed inventiva sugli esterni del tridente offensivo, infatti, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Cosa cambia rispetto ad un paio di mesi fa, quando il Bari scese in campo con il 4-4-2? L’assenza di un punto di riferimento in avanti come Joao Silva: Galano e De Luca ai lati di Caputo sono imprevedibili e dotati dello spunto individuale nell’uno contro uno.
La curiosità. A Devis Mangia finora sono risultati sempre indigesti i confronti con Massimo Rastelli. Nello scorso campionato sulla panchina dello Spezia e quest’anno in coppa, il tecnico biancoverde infatti ha sempre avuto la meglio: con disarmante facilità nel primo caso, con qualche difficoltà in più nel secondo.