Avellino – Lavoro e formazione: si punta all’innovazione e all’implementazione dell’ apprendimento continuo per gli operatori dei servizi per l’impiego. La tematica è stata trattata questa mattina nel corso di un workshop promosso dalla Provincia di Avellino e da Conform (Consorzio Formazione Manageriale), presso la sala conferenza della Camera di Commercio di piazza Duomo ad Avellino. Al dibattito hanno partecipato il presidente e il vice presidente di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia e Giuseppe De Mita, l’assessore provinciale al lavoro Giuseppe Solimine, l’assessore provinciale al bilancio Carmine Gnerre Musto, il direttore di Conform Alfonso Santaniello e i segretari provinciali di Cisl, Cgil, Uil e Ugl, Mario Melchionna, Enzo Petruzziello, Franco De Feo e Costantino Vassiliadis.
Presenti in sala anche i consiglieri provinciali Salvatore Biazzo, Fernando Romano, Ernani Venuti, Maurizio Petracca, Giuseppe Moricola, Carmine De Angelis. Registrata l’assenza del numero uno dell’Unione Industriali, Silvio Sarno, e dell’assessore regionale al lavoro, Corrado Gabriele. “Oltre alle normalità funzionalità svolte – ha esordito in apertura Cosimo Sibilia – i Centri per l’Impiego rappresentano un punto di primo contatto con il territorio tra il lavoratore e le istituzioni. Con le nostre 5 realtà territoriali (Calitri, Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino e Cervinara, ndr) il Centro per l’Impiego diventa un riferimento importante di supporto per tutti i Comuni della provincia. Questo tipo di iniziative rafforzano e rilanciano i Cit irpini in tutti i vari comprensori a favore delle necessità dei lavoratori, a supporto di chi cerca lavoro e di chi lavora”. Come ha ricordato Sibilia, in sostanza il progetto prevede la realizzazione di una strategia di contatto e di coinvolgimento dei ‘target gruop’ nelle direttrici di sviluppo del progetto di trasferimento dell’innovazione, finalizzata ad innescare più ampi processi di confronto, scambio e di condivisione di esperienze, mediante il coinvolgimento sistemico dei attori preposti alla definizione ed alla gestione di strategie, politiche, dispositivi e misure in materia di sistemi e processi formativi nei Servizi dell’Impiego, concertando e condividendo linee guida e soluzioni organizzative e metodologiche. Un contributo importante se si pensa che il progetto che verrà posto in essere affonda le sue radici proprio in Irpinia, nel 2003, ed ha trovato poi funzionale applicazione a Perugia e più completamente nel padovano.
“Se vogliamo un mercato del lavoro che funzioni ci vogliono soggetti protagonisti che condividono le stesse linee d’azione – ha spiegato Solimine che, nell’occasione, ha anticipato la chiusura di un accordo con le Università campane e la Provincia di Avellino in tema formativo – In Irpinia si vince questa sfida se ci sono le occasioni, se la provincia attrae investimenti e diventa nuovamente appetibile dal punto di vista imprenditoriale. Ma un ruolo importante lo deve assumere il sindacato. A loro spetta il delicato compito di rappresentanza in un momento forte di crisi del lavoro. Se riusciremo a dare ai lavoratori risposte concrete e, soprattutto, motivazioni, recupereremo allora credibilità, professionalità, la dignità del lavoro e del salario”.
Sviluppo e lavoro sono stati tra i temi più dibattuti in queste ultime settimane anche in sede di discussione di Accordi di Reciprocità tra Provincia, parti sociale e imprenditoria locale (la grande assente di oggi, ndr). In questo senso Giuseppe De Mita ha spiegato: “La formazione in Campania viene spesso riportata in ambito di cronaca non per la qualità ma perché ridotta ad una specie di sottomercato televisivo. Il momento di crisi che l’industria sta vivendo, riporta prepotentemente sotto i riflettori il processo produttivo e la necessità di ritrovare la dignità dei lavoratori e del lavoro stesso. Il Ministro Tremonti rende ancor più drammatico lo stato di precarietà che molti vivono quando parla di ritorno al posto fisso: di fatto, ammette che non c’è una risposta concreta per uscire dalla crisi. Oggi i lavoratori cercano stabilità ma soprattutto tutela del proprio posto di lavoro. La formazione è legata alla conoscenza del lavoratore della propria condizione di vita. Tra i mille paradossi del mondo del lavoro del Mezzogiorno, si sottolinea anche che nelle nostre Regioni c’è contemporaneamente il più alto numero di iscritti all’università e la percentuale più elevata di disoccupati. Allora bisogna avere la consapevolezza dei processi e del momento storico in cui viviamo. Ciò – conclude – servirà a garantire sicurezza e trasparenza, uniche condizioni perchè la politica operi in sostegno dei lavoratori”.
