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Lavoro, presentati 9 progetti, De Simone: “Basta primitivismi”

Avellino – Nove progetti per rilanciare le politiche dell’occupazione. E’ quello che si propone l’assessorato alle Politiche del Lavoro della Provincia di Avellino diretto da Francesco Lo Conte, in sinergia con il settore diretto da Arturo Bisceglie. Nel corso della presentazione ufficiale in sala Grasso, alla presenza anche della Presidente della Provincia, Alberta De Simone e del supervisore del team di supporto ai progetti, Nicola Dario, sono state illustrate le linee guida della misura 3.1 del Por Campania 2000/2006. I progetti, in totale nove per un finanziamento globale di circa 1 milione e 400mila euro, prevedono una serie di interventi sinergici relativi all’importante questione del mercato del lavoro, in un contesto caratterizzato dall’avvenuto decentramento proponendosi l’obiettivo di garantire standard di qualità e trasparenza attraverso la migliore gestione dei servizi locali, favorendo l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro. Relativamente al tema Lavoro, due sono in particolare i fronti di intervento su cui l’amministrazione provinciale si è mossa: prima quello strutturale, attraverso la realizzazione delle nuove sedi dei Centri per l’Impiego (in totale: quello di Avellino con cinque Punti Informa Lavoro, a seguire Ariano Irpino, Calitri, S. Angelo dei Lombardi, Grottaminarda) e l’adeguamento funzionale. Poi quello delle competenze, attraverso la qualificazione dei dipendenti dei Cpi con l’avvio di questi nove progetti coordinati dal dirigente Bisceglie e finalizzati allo sviluppo organizzativo dei Cpi. Di questi, otto sono in fase di implementazione per un totale di 1 milione e 200mila euro circa. “Gli interventi avviati partono da un’articolata indagine di analisi del mercato del lavoro locale: una fotografia dell’esistente che permette di definire le strategie da delineare nel prossimo futuro”, spiega Nicola Dario. Che più nel dettaglio racconta le azioni progettuali: “Operano su più fronti: si muovono dall’area della formazione a favore dei dipendenti dei nuovi Cpi provinciali per giungere agli scambi formativi a favore degli stessi; ancora, dall’attivazione di uno sportello a favore dei disabili alla definizione di un Piano provinciale sull’inserimento lavorativo, dall’installazione di totem all’interno del Cpi alla definizione di un piano di comunicazione istituzionale sulle nuove competenze dei centri per l’impiego; infine, dall’attivazione di un call center alla programmazione di eventi che siano in grado di rendere il servizio più vicino all’esigenza dell’utente”. Il vero obiettivo in gioco è quello di dare al 25 per cento dei disoccupati di lunga durata la possibilità di partecipare a una misura attiva di lavoro entro il 2011. “La questione ‘occupazione’ – ha dichiarato l’on. De Simone – in una provincia del Mezzogiorno dovrebbe essere considerata assolutamente primaria negli enti locali e nelle amministrazioni. Perché il nostro vero problema è la mancanza di opportunità”. De Simone spiega che partendo da questa consapevolezza l’Ente Provincia ha deciso di cambiare rotta. Così, passando per una trafila di modifiche di regolamenti interni e piante organiche, ha infine trasformato la voce ‘Lavoro’ da servizio a settore, passando da 9 a 10 dirigenti. “Un bando per soli titoli impossibile da manipolare – continua la Presidente – con oltre 20 concorrenti ha alla fine premiato il Dottor Bisceglie. Così dal 16 luglio abbiamo voltato pagina. Ora siamo più forti e possiamo sviluppare al meglio gli sforzi precedenti”. Tra questi, la dislocazione dei Cpi che ha incontrato in realtà il disaccordo del vertice di Palazzo Caracciolo: “Alla fine – spiega – abbiamo corretto le storture che vedevano 4 centri per l’impiego in Alta Iripinia ed Ufita destinati a coprire le esigenze di un terzo della popolazione irpina, e uno solo ad Avellino rivolto invece a due terzi del totale. Abbiamo infatti aggiunto ai due punti lavoro di Cervinara e Lauro –istituiti a supporto del Cpi di Avellino – i tre di Baiano, Atripalda e Solofra”. “Tuttavia – conclude De Simone – non devono essere uffici morti ma collegati telematicamente con il cpi di Avellino. C’è poco personale e va formato al meglio per raggiungere il primo vero obiettivo strategico che è l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Che, se realizzato in due anni, sarà una vera rivoluzione” Perché: “Le prassi di lavoro tramite segnalazioni sono un primitivismo barbaro – conclude la Presidente -. Gli sportelli devono dare risposte, non i santi protettori”. Infine la parola al neo dirigente Arturo Bisceglie: “Mi auguro di essere all’altezza nello svolgere un compito non facile”. Nell’elencare i diversi problemi che insistono sul mercato del lavoro, il dirigente si sofferma su un dato e tira qualche somma: “Il dieci per cento degli iscritti al Cpi di Avellino è diversamente abile (circa 7 mila persone) con disabilità anche al cento per cento. Non è facile trovare soldi per intervenire. I bilanci sono esigui: il mio è poco superiore a 1 milione di euro di cui il 50 per cento va all’assistenza ai Cpi. Restano poche risorse per gli altri interventi”. Idem per le Politiche sociali: “Mettendo da parte 900mila euro per i trasporti e i disabili restano pochissimi soldi”. Certo un prezioso aiuto arriva dall’Unione Europea. Ma: “Le risorse del Fondo Sociale Europeo sembrano enormi. In realtà c’è da correggere la ripartizione territoriale”, precisa Bisceglie. (di Antonietta Miceli)

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